La fronda che scuote i 5s: “Così ci pieghiamo al Pd”

Il Dl Sicurezza torna a dividere i Cinquestelle. La battaglia in questi giorni si è giocata all’interno della Commissione Affari Costituzionali della Camera dove alcuni emendamenti firmato da 21 deputati grillini sono stati prima ritirati e poi bocciati.

“Il Movimento si è piegato al Pd”, spiega a ilGiornale.it uno dei firmatari che assicura: “Almeno una trentina di deputati pentastellati sono contrari a modificare i Decreti Sicurezza perché le emergenze nel Paese, al momento, sono altre”. A rendere incandescente il clima, come riportato oggi anche dal resoconto di Chiara Giannini, è stata lo scontro tra due firmatari come Alvise Maniero e Luca Frusone e la capogruppo M5S in Commissione, Valeria Baldino che aveva inizialmente ritirato alcuni loro emendamenti. “La capogruppo non aveva titolo a ritirare il mio emendamento. Lo ha fatto in buona fede, seguendo la consuetudine secondo cui si presume che il capogruppo abbia il consenso di tutti i deputati, ma non era così e, allora, ho preso carta e penna e ho comunicato al presidente della commissione e al presidente della Camera per far reintrodurre i miei emendamenti”, ci spiega Maniero che, poi, aggiunge: “Ieri c’è stata una bagarre tremenda anche perché questa missiva è stata letta in commissione”.

Gli emendamenti cruciali erano essenzialmente due: uno era volto a reintrodurre la corresponsabilità dell’armatore della nave che viola le leggi, mentre un altro era teso a impedire l’introduzione di una norma che non consentirebbe di espellere un migrante qualora tale espulsione turbasse la sua vita privata. “Se uno arriva in Italia e si macchia di spaccio di droga capisco che, magari, turbo la sua vita privata, ma di cosa stiamo parlando?”, si chiede il grillino Maniero che, poi, conclude: “Questo è il peggior momento economico del secolo per il nostro Paese. Con dieci disoccupati per ogni posto offerto è proprio questo il momento di fare un’apertura indiscriminata delle frontiere?”. Gli emendamenti, alla fine, sono stati bocciati, ma i proponenti sono a ripresentarli in Aula, come ci assicura anche il deputato sardo Pino Cabras: “Lo ripresenteremo in Aula. Pd-Leu e Italia Viva devono tenere conto di una situazione che si è evoluta in tutta Europa e non si può tornare a una sorta di status quo ante e il Parlamento è il luogo giusto per discutere liberamente sull’argomento”. Luigi Iovino, primo firmatario di un altri questi emendamenti, ci spiega i motivi di tanta contrarietà: “Personalmente credo che si debbano modificare i decreti solo nella parte relativa ai rilievi fatti dal presidente Mattarella. In questo momento di pandemia dobbiamo pensare ad aiutare le categorie in difficoltà. Poi andiamo a lavorare su altro”.

Il centrodestra, dal canto suo, ha ottenuto un’importante vittoria riuscendo a far slittare la discussione in Aula al 27 novembre. “La maggioranza stava forzando sul Dl Sicurezza e voleva anticiparne la discussione rispetto al Dl Emergenze che riguarda la sicurezza sanitaria ed economica di cittadini e imprese. Abbiamo impedito tutto ciò anche perché la maggioranza tiene nel cassetto queste modifiche da un anno e affrontare il tema ora ci sembra inopportuno”, attacca Emanuele Prisco Perugia, capogruppo FdI in Commissione Affari Costituzionali. Ad ogni modo, anche se molto probabilmente le modifiche passeranno, “è evidente che ci siano dei mal di pancia dentro i Cinquestelle perché qualcuno ha una dignità e nei corridoi il malessere ci percepisce”, aggiunge il meloniano. Anche il leghista Gianluca Vinci è dello stesso parere: “Questo provvedimento – spiega – è quello che crea più tensioni dentro il M5S. C’è una grossa parte dei deputati Cinquestelle che, durante il Conte 1, avevano votato i Decreti Sicurezza non solo per un accordo di governo, ma perché c’era la convinzione che gli sbarchi indiscriminati di migranti andassero fermati”. E aggiunge: “Siamo ben coscienti che i pentastellati hanno al loro interno una serie di deputati, sia dentro la commissione sia in Aula, che sono persone corrette e ritengono che le norme che avevamo adottato fossero giuste. Magari se riusciremo ad avere qualche voto segreto, potremo avere delle sorprese”. Di tutt’altro avviso è, invece, il piddino Carmelo Miceli, relatore del provvedimento che modificherà i Dl Sicurezza voluti da Matteo Salvini: “Sono molto soddisfatto del modo in cui stanno procedendo i lavori. È in corso un ampio dibattito, e la disponibilità unanime della maggioranza a non contrarre la discussione, cui è conseguito lo slittamento del termine di chiusura degli stessi, concordato con tutti i gruppi, altro non è che la plastica dimostrazione che questa maggioranza ha fatto suo l’invito del Presidente Mattarella ad un dialogo costruttivo tra tutte le forze politiche, pur nella legittima salvaguardia delle nostre differenti visioni”. Ed è altamente probabile che, alla fine, avrà ragione proprio Miceli. Pare assai difficile che la maggioranza, già alle prese con la difficile gestione della pandemia, possa far cadere il governo sui migranti. “La maggioranza è sempre compatta, il M5S mantiene sempre la parola data, anche in caso di voto segreto. Non possiamo garantire per gli altri”, ci dice sibillinamente un altro grillino.



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