La Juventus di Pirlo può vincere il decimo scudetto?

La Juventus è ancora un cantiere aperto. Cambiare tre allenatori in tre anni non sarebbe semplice per nessuno, figurarsi se questi tre tecnici hanno idee e principi di gioco completamente diversi tra loro. Eppure la Juventus di Andrea Pirlo sembra essere riuscita a trovare la propria identità, seppure tra mille difficoltà e mille perplessità.

La Juventus inizia a convincere

Quando in estate la Juventus decise di affidare la panchina ad Andrea Pirlo, più di uno tra tifosi e addetti ai lavori aveva storto il naso. Un conto è essere un fuoriclasse da calciatore, un altro riuscire a replicare quanto di buono fatto in carriera in campo anche da allenatore. Pirlo, invece, con una calma e una serenità a tratti sorprendenti, si è saputo calare immediatamente nel nuovo contesto e, soprattutto, non è mai andato nel panico anche quando i risultati non arrivavano. Le idee di gioco del tecnico bresciano sono estremamente interessanti ma per metterle in pratica c’è bisogno di tempo, che in una piazza come quella della Juventus scarseggia. “Vincere è l’unica cosa che conta” e sarebbe inutile negare che se quest’anno non dovesse arrivare il decimo scudetto o la vittoria della Champions League si inizierebbe a parlare di fallimento. Il nostro calcio è ancora troppo legato ai risultati e soprattutto quando si parla di questa Juventus, almeno per una volta, i risultati non dovrebbero rappresentare l’unico elemento preso in considerazione ai fini della valutazione della bontà di un progetto. Nonostante le difficoltà, dopo 12 partite la Juventus resta la favorita dalle scommesse sportive per la vittoria del titolo, ma anche se ciò non dovesse accadere di certo Pirlo non dovrà essere etichettato come perdente.

La vittoria al Camp Nou di Barcellona resta la miglior prestazione stagionale

Mentre in campionato i bianconeri continuano a viaggiare a corrente alternata, l’esperienza in Champions è stata decisamente positiva. La vittoria esterna conquistata al Camp Nou contro il Barcellona di Leo Messi resterà per sempre nella storia europea del club, ma la sensazione è che vincere il girone non sia sufficiente. Già a partire dagli ottavi di finale della competizione, dove la Vecchia Signora dovrà vedersela con il Porto, la Juventus dovrà dimostrare di aver compiuto un netto salto di qualità e, soprattutto, dovrà replicare quanto di buono fatto vedere in terra catalana. Cristiano Ronaldo continua a confermarsi il Re di Coppa, il reparto difensivo sta iniziando a trovare il proprio equilibrio e il centrocampo formato da Ramsey, McKennie, Arthur e Bentancur sta iniziando a carburare anche in zona goal. Resta da sciogliere il nodo legato al rinnovo di Paulo Dybala, con l’argentino che ha rilasciato alcune dichiarazioni polemiche ai microfoni di Sky nel dopo partita del match contro il Genoa, ma l’impressione è che, come dichiarato anche dal presidente Agnelli e dal direttore sportivo Paratici, l’intenzione della Juventus sia di blindare la Joya con un’offerta faraonica.

La Juventus resta la favorita per la vittoria di quello che sarebbe il decimo scudetto consecutivo, ma mai come quest’anno si candida a recitare un ruolo da protagonista anche in Champions.