LA MODA SOSTENIBILE DALLA ROMAGNA SFILA A ROMA

Da Savignano sul Rubicone, la maglieria innovativa sostenibile, vegana e cruelty-free di Giulia Brunetti è arrivata a Roma al primo green fashion event in Italia, la SUSTAINABLE INNOVATION FASHION WEEK
Una giovane imprenditrice, con la sua collezione nata a Rimini, sulle passerelle della moda romana: si tratta di Giulia Brunetti, classe 1985, stilista di maglieria ecosostenibile, che ha portato Giulia Brunetti Knitwear alla SUSTAINABLE INNOVATION FASHION WEEK, il primo green fashion event in Italia.

La giornata, coniata del patrocinio della Presidenza del Consiglio, della Regione Lazio, del Comune di Roma, dei ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente ed, infine, l’Alto Patrocinio del PAM, ha visto sfilate ed esposizioni di marchi di moda e accessori che rispettano i criteri d’innovazione sostenibile, etica globale e responsabilità civile d’impresa conformi agli Sdgs (Sustainable Development Goals dell’Onu).

I capi della start up romagnola nascono dalle abilità di Giulia Brunetti, dalla sua passione per il disegno, sviluppata poi con gli studi a Firenze. Oggi, dopo 15 anni di esperienza diretta nel campo della moda e dopo aver lavorato per importanti brand italiani ed esteri, Giulia Brunetti Knitwear è una realtà tutta green nata a Rimini e trasferitasi poi a Savignano sul Rubicone, in continua espansione verso l’Europa, dove Giulia sta ampliano una rete vendita di negozi e clientela privata.

La partecipazione a questo evento dedicato alla moda sostenibile è un grande riconoscimento” commenta dopo la sfilata Giulia Brunetti “la mia azienda presenta una visione di futuro che coniuga design, materiali, tecnologie hi-tech”.

Tutte qualità che rispecchiano i requisiti ambientali richiesti dal protocollo della manifestazione e che portano il brand Knitwear fra le aziende in linea con almeno uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

Un riconoscimento importante che giunge in un anno particolare, subito dopo il lancio dell’e-commerce, come per ribadire l’importanza di un dialogo fra digital e sfilate fisiche, fra sostenibilità e moda.