La mutazione della guerra di Putin, L’ANALISI

Apr 26, 2022

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    Ormai non si tratta soltanto dell’invasione dell’Ucraina. La guerra voluta da Vladimir Putin ha subito una mutazione veloce e inquietante che rende il futuro vicino e quello lontano carichi di paure e angosce.

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    Al conflitto sanguinoso e feroce sul terreno, alla guerra economica globale e a quella della disinformazione e della propaganda si è aggiunta una contrapposizione tra Russia e Occidente che non soltanto ricorda sinistramente i tempi della Guerra Fredda ma che anticipa e introduce quello che sarà un lungo periodo di rapporti aspri e duri tra Ue e Usa da una parte e Mosca dall’altra. Nulla potrà essere come prima, al di là di come e quando finirà la guerra.

    La guerra di Putin non è soltanto violenta e tragica sul terreno – con uccisione di civili, deportazioni, torture, stupri e milioni di rifugiati in fuga -, è anche un attacco preciso ai valori e ai principi della democrazia. L’Occidente ha smesso di credere alla possibilità di un negoziato degno di questo nome – e d’altra parte Mosca ha candidamente ammesso di non pensarci in questa fase – e ha deciso di incrementare i suoi aiuti politici e militari a Kiev. La riunione di oggi a Ramstein rappresenta plasticamente un cambio di passo decisivo in quello che sarà l’appoggio militare occidentale all’Ucraina e non è un caso che proprio oggi la Germania abbia annunciato di voler dare armi pesanti, compresi carri armati, a Kiev.

    Stati Uniti ed Europa lanciano un segnale chiaro a Mosca che è rappresentato dalle parole di Lloyd Austin, segretario della Difesa Usa, durante la riunione nella base militare Usa in Germania: ‘Oggi siamo qui riuniti per aiutare l’Ucraina a vincere la battaglia contro la Russia’.

    Da parte russa, ieri, il ministro degli Esteri Serghei Lavrov ha spiegato che è reale il pericolo di una Terza guerra mondiale perché la Nato sta conducendo, secondo Mosca, ‘una guerra per procura’ in Ucraina. Mosca, in sostanza, ritiene che la Nato dando le armi all’Ucraina sia, di fatto, già entrata in guerra.

    La guerra di Putin ha quindi velocemente intrapreso una strada in cui la diplomazia non ha più spazio anche se generosamente continuano gli inviti al dialogo, a cominciare da quello del segretario generale dell’Onu Guterres che oggi è a Mosca e giovedì sarà a Kiev.

    Ma il muro contro muro diplomatico sembra al momento incrollabile. Kiev non vuole cedere sulla sua sovranità e non si fida di Mosca, Putin potrà forse acconsentire ad un tavolo negoziale quando avrà raggiunto sul terreno alcuni obiettivi minimi che soltanto lui conosce, l’Occidente guarda inorridito a quello che succede sul terreno e, come Kiev, non crede più alle parole del Cremlino.

    Gli attacchi e le esplosioni di queste ore – senza un responsabile conosciuto – in Transnistria fanno poi temere un allargamento del conflitto, che continua comunque ad essere durissimo in tutta la parte orientale e meridionale dell’Ucraina. Prima di arrivare ad un cessate il fuoco molto probabilmente assisteremo ad un periodo di guerra che purtroppo non sarà breve e quando finalmente le parti si siederanno al tavolo della diplomazia inizierà una nuova era dei rapporti fra Occidente e Russia, e sarà l’era della nuova contrapposizione.

    Anche perché l’Occidente non può e non vuole dimenticare che in questa guerra è tutto chiaro: c’è un aggressore, la Russia, che ha violato l’integrità territoriale e la sovranità di un Paese democratico e c’è un aggredito, l’Ucraina, che vuole difendere il proprio territorio e la propria libertà. 
       


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