“La posizione francese è insostenibile”. Vespa inchioda Macron

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Da più parti, compreso anche il Terzo Polo di Carlo Calenda, la reazione della Francia dopo aver aperto il porto a una (su quattro) navi delle Ong è stata bollata come “eccessiva”. L’Italia ne ha fatte sbarcare tre, con a bordo circa 800 migranti, mentre la Francia poco più di 200. Il tutto mentre a Lampedusa non si sono mai fermati gli sbarchi autonomi e l’Italia ha continuato a fare il suo dovere in zona Sar e nelle acque territoriali con le sue navi militari. Sulla questione è intervenuto anche Bruno Vespa, che con un articolo a sua firma su Il resto del Carlino, ha spiegato i motivi per i quali le rimostranze, e le rappresaglie, della Francia non possano essere sostenibili.

Bruno Vespa ha fatto un doveroso distinguo tra naufraghi e migranti economici, sottolineando come l’Italia abbia sempre adempiuto ai suoi obblighi quando è stata chiamata a salvare vite in mare. Ma la situazione che c’è in Italia è ben altro rispetto a questo. “Le persone più facoltose (o meno povere) pagano uno scafista di qualità che le accompagna quasi sempre senza rischi all’appuntamento prefissato con la nave di una Ong, che li accoglie a bordo e li accompagna in Italia senza rischi né permessi“, scrive Bruno Vespa, mettendo l’accento su quello che da tempo, anche in Italia, alcune magistrature cercano di dimostrare. La stessa Frontex, Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, in un rapporto riservato ha posto la questione del “pull factor” per quanto concerne la presenza delle navi Ong nel Mediterraneo, in particolare, si legge nel documento, in riferimento alla “navigazione tra Zuara e Zawiya” per i migranti “che partono dalla Libia per raggiungere l’Italia“.

Chi non si può permettere di pagare cifre così elevate, scrive ancora Vespa, si affida “a scafisti improvvisati che li imbarcano su navigli minori. Se non naufragano, arrivano per proprio conto sulle coste italiane. Vengono accolti e assistiti senza difficoltà“. Sa ve tutto bene il risultato è lo stesso e si sbarca in Italia, dove però occorre distinguere tra migranti economici e rifugiati politici. Ma questi ultimi sono un’esigua minoranza del totale. “La maggioranza arriva sperando di migliorare il tenore di vita. Esigenza comprensibile, ma incompatibile con una accoglienza generalizzata. La differenza tra Italia e Francia sta qui“, scrive ancora Bruno Vespa, che nel suo articolo snocciola un po’ di numeri.

Quest’anno, la polizia di frontiera francese ha identificato 63.404 persone, di cui il 98% ucraini. Doverosa accoglienza“, spiega Vespa, ma “ogni giorno respinge alla frontiera di Ventimiglia 80 migranti economici“. Il giornalista spiega che dei 108mila che sono arrivati in Francia nel 2021, la metà sono per ricongiungimento familiare e solo 8mila erano migranti economici. Una differenza profonda con l’Italia, dove dei 90mila sbarcati la maggior parte sono migranti economici e solo una ridotta percentuale ha diritto allo status di profugo. “Per questo la posizione francese è insostenibile. Continueremo ad assistere chi ne ha bisogno, ma nessuno può imporci di trasformarci nel terminal passivo di traffici oscuri rinunciando a qualunque parvenza di sovranità nazionale in favore di persone che non fuggono da guerre“, conclude Bruno Vespa.


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