La “profezia” di Tremonti: “Se cambia il governo sarà il caos”

Dic 29, 2021

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Con l’avvicinarsi dell’elezione del nuovo presidente della Repubblica, ed il totonomi ancora in corso, viene normale chiedersi quale sarà il destino dell’attuale governo. Secondo Giulio Tremonti cambiare squadra in questo momento potrebbe essere deleterio per il nostro Paese. Si rischierebbe, infatti, di finire nel caos. Così, malgrado il recente giudizio critico espresso nei confronti dell’esecutivo e della sua gestione dell’emergenza sanitaria, l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze blinda questo governo, affermando che al momento si tratta dell’unico possibile.

Intervistato da Libero, Tremonti spiega che con l’inflazione in crescita e l’aumento dei prezzi delle materie prime non sarebbe saggio cambiare esecutivo. La burocrazia, inoltre, potrebbe andare ad inficiare il Pnnr.“Abbiamo bisogno di un governo forte e di un Parlamento stabile, che esclude gli esperimenti. L’alternativa è tra ricostruzione, che è già difficile, e distruzione che sarebbe certa. Questo governo nasce in termini di unità nazionale e di unità del Parlamento”, spiega quindi l’ex ministro dell’Economia. Il premier Mario Draghi, dunque, secondo il parere di Tremonti, dovrebbe continuare a ricoprire la carica di presidente del Consiglio dei ministri. Nessun cambiamento di governo.

Ma come giudica l’accademico l’operato dell’esecutivo? Un giudizio articolato è prematuro, per adesso, tuttavia l’azione del governo deve essere inquadrata “più che nel presente, nel futuro, che è complesso e si sviluppa su tre piani: italiano, europeo e globale. L’andamento dell’economia diciamo che non è stato il rimbalzo del gatto morto, ma certo molto di più…”.

La questione, insiste Tremonti, è che al momento i problemi da affrontare sono molti, e non riguardano solo il Covid-19. Si parla infatti di inflazione ormai oltre il 3%, prezzi sempre più alti delle materie prime e conseguente crescita dei costi dell’industria. “Si profila come una non temporanea tempesta dei prezzi”, è la previsione dell’accademico. “Credo che 40/50 miliardi di maggiori costi siano una cifra congrua; tra l’altro sospetto che questa fase non sia affatto transitoria”.

La governance europea“, precisa Tremonti, “è dominata da una drammatica asimmetria: tassi sottozero e inflazione soprazero, con l’inflazione che prima era un plafond da non superare, poi un obbiettivo da raggiungere, e ora è un problema. L’Europa soffre il fatto che in tutto il centronord sta entrando in crisi il Welfare basato su un sistema di mercato, una sorta di meccanismo di polizza vita che salta se non ha rendimenti. Noi non lo sentiamo direttamente perché il nostro Welfare è pubblico, basato sulla contribuzione ma vediamo salire lo spread“. La soluzione è quella di rialzare i tassi di interesse. Da qui la necessità di mantenere questo governo per superare il periodo che si prospetta.

Abbiamo bisogno di stabilità“, afferma Tremonti, “che questo governo duri almeno fino al 2023. Se andassimo a elezioni anticipate ogni nuovo governo sarebbe oggettivamente più debole di quello che abbiamo ora; l’idea della politica italiana come una monade autonoma rispetto a quel che accade fuori è semplicemente disastrosa“. Nessuna preferenza di nomi per il Quirinale. Tremonti non si eprime, ma si augura che il nuovo presidente della Repubblica sia qualcuno che “conosce bene la nave, l’equipaggio e le correnti“.


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