• La Russa racconta il Ligresti segreto

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    Al cuor non si comanda. C’era anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ieri sera a Milano alla presentazione del libro Salvatore Ligresti: l’ingegnere al Mondadori Megastore di piazza Duomo, moderata dal direttore della Verità Maurizio Belpietro. Il libro Mondadori è stato scritto dal cronista del Giornale Pier Augusto Stagi raccogliendo le testimonianze di chi ha conosciuto le avventure e le sventure economico-finanziarie dell’imprenditore siciliano, originario di Paternò in Sicilia e storico amico della famiglia La Russa. Davanti a un centinaio di persone, tra cui l’ex sindaco Gabriele Albertini, l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, l’onorevole Maurizio Lupi e tanti volti della Milano degli anni Novanta e Duemila. L’autore e il figlio Paolo Ligresti hanno raccontato le gesta dell’ingegnere siciliano, capace di entrare prepotentemente nel salotto buono della finanza italiana, finito in un’inchiesta che lo ha distrutto economicamente e fisicamente, sebbene fosse innocente. «Ho deciso di raccontare mio padre a chi l’ha conosciuto e a chi ha lavorato al suo fianco», ha detto il figlio. «È come un puzzle al quale mancano molti pezzi», ha detto Stagi.

    Il docente della Sda Bocconi Maurizio Dallocchio ha raccontato alcuni episodi inediti, come l’offerta miliardaria ricevuta da Ligresti da parte di una importantissima società francese del settore e rimandata al mittente «perché a Ligresti i soldi non interessavano». La parte del mattatore l’ha fatta La Russa, che ha raccontato le origini del suo rapporto con Ligresti: «Era amico di mio padre, talmente amico che quando papà saliva sul palco quando parlava durante i comizi, anche se non aveva alcun incarico politico», «gli trovammo un posto nella Casalbergo di via Corridoni, ma io gli davo del Lei», «Mi chiese di lavorare per lui ma rifiutai, tra noi c’era un’affettività particolare». Poi la memoria è andata ai suoi inizi imprenditoriali e del rapporto tra Ligresti e il raider siciliano Michelangelo Virgillitto. Fu La Russa padre a farli conoscere, fu Ligresti a risolvere un problema in uno dei cinema che Virgillitto aveva comprato. E quando Ligresti presentò la sua esosa parcella al corregionale, Virgillitto («Uomo di altri tempi») non aveva alcuna intenzione di pagarla. E dovette intervenire Ignazio La Russa a fare da mediatore: «Virgillitto gli promise altri incarichi, Ligresti accettò di buon grado. “Ma prima mi deve pagare”, disse l’ingegnere». E giù risate. Poi La Russa insiste con altri particolari: «Allora Virgillitto si convinse, poi mi guardò e mi disse: “Vede, l’ingegnere diventerà miliardario. Lei no». Applausi.


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