“La sfida sarà Letta-Meloni”: Crosetto zittisce Calenda

Ago 4, 2022

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Enrico Letta ha dato talmente tanta importanza a Carlo Calenda nella sua disperata ricerca di voti, che ora il “Churchill dei Parioli” si sente già decisivo nella corsa a Palazzo Chigi. A smontarne ogni velleità ci ha pensato Guido Crosetto, fondatore di Fratelli d’Italia insieme a Giorgia Meloni, oggi fuori dalle dinamiche dei Palazzi. Enrico Letta è convinto che con l’ingresso di Carlo Calenda nell’ammucchiata del centrosinistra riuscirà ad attrarre i voti dei moderati di centrodestra. Un pensiero ardito da parte del leader dei dem, costretto a inseguire la coalizione di centrodestra con alleanze improbabili e improponibili. E in questo grande calderone senza idee e senza struttura, Carlo Calenda già sguazza da novello leader in pectore, nonostante il suo partito avrebbe rischiato di restare sotto la soglia di sbarramento il prossimo 25 settembre.

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Questo sarà anche un confronto tra leadership. Letta-Calenda vs Meloni-Salvini. Mi risulta difficile pensare che un moderato possa scegliere i secondi. Per esperienza internazionale, di governo e professionale dovrebbe essere evidente da quale parte è la sicurezza dell’Italia“, ha scritto Carlo Calenda. Peccato che abbia dimenticato che nella coalizione di centrodestra, oltre a Salvini e Meloni, ci sia anche Silvio Berlusconi, garante dell’atlantismo e dei principi moderati fin dal 1994. Carlo Calenda pensa già di fare una corsa a due, spaccando di fatto il fronte che Enrico Letta stava cercando di unire conn Roberto Speranza, Luigi Di Maio, Nicola Fratoianni e tutti gli altri, ponendosi al di sopra di tutti gli altri immessi nel grande cerchio del centrosinistra.

Ci ha pensato Guido Crosetto a ridimensionarne l’ego: “Penso che la sfida percepita sarà Letta-Meloni. Anche perché altrimenti dovrebbe essere: Letta-Calenda-Di Maio-Speranza-Bonelli-Franceschini-Orlando-Lotti-Boccia contro Meloni-Salvini-Berlusconi-Lupi-Toti-Brugnaro-Rotondi…“. Un appunto che non fa una piega da parte Guido Crosetto davanti al quale Carlo Calenda, senza argomenti che replicare, non può far altro che abbozzare: “Certo. È il bello delle elezioni. Si fanno delle scelte e poi decidono i cittadini. Basta che poi si assumano le responsabilità conseguenti. Saluti“.


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