La sinistra scannatoio, Calenda impazzito e Di Maio: quindi, oggi… 

Ago 3, 2022

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la Stampa fa un reportage da City Life di Milano dove sarebbero tutti delusi per la decisione di Berlusconi di “far cadere Draghi” (ma non era stato Conte?). Piccola nota a margine: alle amministrative del 2021, le più recenti, nel Municipio 1, quello centrale, Forza Italia ha preso l’8,24% dei voti. Parliamo di meno di 3mila persone, chissà quante di queste a City Life. Al centrosinistra è andato il 64% dei voti. Se intervisti elettori di sinistra, mi pare scontato siano delusi dal Cav. No?

– “Se fossi andato da solo avrei rischiato l’Italia come il Venezuela”. Reputavo Calenda persona intelligente, ma niente: s’è bruciato il cervello pure lui

– l’elogio del “libero spiaggista” mette i brividi. Ma di orrore

Francesco Merlo di saliva ne ha parecchia. E oggi paragona Enrico Letta a Enrico Berlinguer per aver siglato un patto con Carlo Calenda, cioè uno che poco fa era stato eletto nel Pd. Come dire che bisogna far santo chi si riappacifica col fratello gemello dopo una lite. Non è che sia proprio ‘sto miracolo politico

– un signore è stato accusato di violenze sessuali su degenti di una Rsa. Come sempre, vi ricordo che sono accuse – per quanto supportate da alcuni video – che andranno confermate in Tribunale. Dunque aspettiamo, che pure l’infermiera killer poi abbiamo scoperto che killer non era. Se così fosse, comunque: che schifo

– sul gas, benché sceso nella gerarchia delle notizia, le novità non sono ottime. Russia e Germania continuano a litigare sulla turbina in riparazione che ha costretto a ridurre il flusso di idrocarburi verso l’Europa. Oggi fa caldo, domani non più. È il caso di cominciare a pensare davvero all’inverno. Se Schroeder sostiene che Putin è disposto a trattare, forse un pensierino potremmo anche farlo. No?

– bene che in Francia abbiano iniziato la lotta alla definizione di “hamburger vegani”. Suggerirei di farlo pure per la “friggitrice ad aria”. Non si può sentire

– a sinistra si scannano, ogni giorni si punzecchiano Calenda, Di Maio, Fratoianni e compagnia cantante. Ma i quotidiani progressisti – anzi quelli considerati oggettivi e non schierati – vedono solo le pagliuzze nel centrodestra. Minimizzando le travi altrui

Di Battista prende a schiaffoni Di Maio. In sintesi lo accusa di essere una persona arrivista, “se lo conosci lo eviti”, che ha distrutto un Movimento e adesso si ritrova con un partito nuovo di cui non se ne fa nulla. È bello ricordare gli elogi che la stampa riservava al ministro degli Esteri, considerato una sorta di figliol prodigo del progressismo. Uno bravo, che ha studiato e ha “fatto bene alla Farnesina” (prrrr). Beh: se le cose non cambiano, oggi Luigino si trova col cerino in mano. Non potrà candidarsi nell’uninominale, il 3% per superare lo sbarramento lo vede col binocolo e per essere eletto dovrà infilarsi nelle liste del Pd “di Bibbiano”. Complimentoni

– giustamente il Pd di Bibbiano chiede a Di Maio di scusarsi. C’hanno ragione. Ma forse potrebbero domandare a Enrico Letta che senso ha imbarcarsi un “indipendente” senza alcun peso elettorale e che in passato ti odiava


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