• La stampa tedesca attacca la Meloni: così torna l’odio anti italiano

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    L’eco delle parole pronunciate da Giorgia Meloni sul palco allestito in piazza Duomo a Milano domenica scorsa ha oltrepassato le Alpi ed è arrivata fino in Germania. E quell’avvertimento sulla “pacchia finita” per l’Europa lanciato dalla leader di Fratelli d’Italia evidentemente non è andato giù alla stampa tedesca, visto che martedì mattina una serie di quotidiani e settimanali, compresi alcuni fra i più importanti, come la Süddeutsche Zeitung e lo Zeit, hanno ripreso un lancio dell’agenzia Dpa in cui la Meloni viene sostanzialmente accusata di aver omesso accuratamente il fatto che l’Italia sia “uno dei principali beneficiari” degli aiuti economici che arrivano da Bruxelles.

    L’articolo apparso in serie sui siti di diversi giornali, locali e nazionali, esordisce raccontando come la Meloni, definita “probabile prossimo primo ministro”, abbia “provocato l’Unione Europea con dichiarazioni nazionaliste” a due settimane dal voto. Fratelli d’Italia viene bollato dalla stampa di Berlino come “partito post-fascista” e il discorso della leader viene riassunto così: “Ha detto che l’interesse del suo Paese deve avere la precedenza, ha ricordato al pubblico che in Germania e nei Paesi Bassi le priorità non sono diverse e che per questo motivo entrambi i Paesi si oppongono ad un tetto massimo del prezzo del gas in Europa”.

    E qui arriva la bacchettata. “Durante la campagna elettorale la Meloni ha detto più volte che l’Italia sotto la sua guida sarà un partner affidabile per l’Ue, tuttavia vuole rinegoziare alcuni accordi e trattati. Non ha detto però – attaccano i giornali tedeschi – che l’Italia riceve 192 miliardi di euro dal programma di ricostruzione post Covid dell’Ue, più di ogni altro Stato dell’Unione, e cioè che è uno dei principali beneficiari della misura di Bruxelles”. Una puntualizzazione che sa di polemica e che nasconde il solito velo di risentimento nei confronti del nostro Paese.

    Il pregiudizio anti-italiano emerge puntualmente sui giornali tedeschi in tutte le occasioni importanti. Evidentemente la questione degli aiuti per la ricostruzione post Covid a Berlino non è stata digerita fin dal primo giorno. Non a caso, nell’aprile del 2020, il Die Welt, scatenando un vero e proprio caso diplomatico, invitava l’allora cancelliera Angela Merkel a “farsi valere” come alfiere del rigore, perché “in Italia la mafia stava aspettando i soldi di Bruxelles come una manna”. “Certamente, i Paesi dell’Unione Europea dovrebbero aiutarsi a vicenda nella crisi pandemica. Ma senza un limite? E senza alcun controllo?”, protestava il quotidiano evocando lo spettro di Cosa Nostra.

    Più di recente è stato sempre il quotidiano di Monaco di Baviera, la Süddeutsche Zeitung, a rivolgersi alla leader di FdI con epiteti coloriti, per non definirli direttamente volgari. Il tema è quello dell’instabilità politica che caratterizza gli esecutivi del Bel Paese, e il giornale tedesco scommette che “l’innamoramento” degli italiani per la “postfascista Giorgia Meloni” sarà fugace “come un peto“.

    Insomma, aldilà del buon gusto di certe affermazioni, se da un lato la stampa tedesca si spertica per screditare la leader del primo partito italiano (almeno secondo i sondaggi) accusandola di eccessivo nazionalismo, non è che il governo tedesco, in particolare sulla questione del tetto al prezzo del gas, si stia mostrando particolarmente solidale con gli altri Stati membri dell’Ue.

    Come è emerso nei giorni scorsi da un’analisi del Corriere della Sera, che ha messo a confronto la banca dati tedesca di Destatis con quella Eurostat, la Germania pagherebbe il gas russo un terzo del costo imposto al resto dell’Europa. E quindi, che interesse avrebbe Berlino a trovare un’intesa sul tetto europeo al prezzo del gas? Se lo è chiesto anche la Meloni. Ma evidentemente da quelle parti le critiche non piacciono. Soprattutto se arrivano dai soliti “spendaccioni” italiani.


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