La strana profezia di Tremonti: “La vera peste? Deve arrivare…”

Dic 18, 2020

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    PaginaDue

    18 Dicembre 2020

    Giulio Tremonti scrive un pezzo sul Corriere della Sera  del 15 dicembre, ripreso da Dagospia, per suggerire un paragone fra la Francia del 1720 e l’odierna situazione mondiale.

    Due le coincidenze che suggestionano, per usare la sua definizione: una terribile pandemia e una bolla speculativa. Allora la peste bubbonica (chiamata “peste levantina” per la sua scaturigine orientale), oggi il COVID-19; nel 1720 la “ricchezza della Louisiana” oggi “il mondo digitale”.

    “Nel 1720, e dunque nello stesso anno, sempre in Francia crollò il cosiddetto «Sistema di Law»: una finanza per allora super moderna (1) basata su banconote e su azioni emesse dalla «Compagnia» cui il Re aveva concesso lo sfruttamento della super reclamizzata, ma inesistente, ricchezza della «Louisiana». Il «Sistema» crollò quando, nonostante il ricorso a sempre nuovi artifici contabili, la realtà ebbe a prevalere sull’illusione, quando la povertà (ri)prese il posto della ricchezza (inventata). Ma, se la peste levantina ebbe più o meno presto termine, non fu così per la peste finanziaria: prima la lotta per le farine e per il pane, poi nel popolo crescente rabbia, mentre proseguivano le tristi feste dei reali, infine la «Rivoluzione».” 

    Tremonti non sostiene che la pestilenza abbia causato la bolla finanziaria, ma solo che abbia contribuito a incrementarla al parossismo, fino a portarla al collasso:

    “Si badi, qui non si sostiene che nel 1720 l’arrivo della peste causò la catastrofe finanziaria: solo una coincidenza. Ma certo, in un mondo già allora in qualche modo pre-globale, i due fenomeni hanno comunque anticipato i tratti del mondo globale che oggi vediamo e in cui viviamo. E qui in specie: se la pandemia del 2020 avrà un prossimo termine, vinta dalla scienza e dai vaccini, non è detto che sia lo stesso per la gigantesca bolla finanziaria che già ci stava sopra e che la pandemia ha ingigantito.”

    Insomma se la pandemia è un problema grave ma transitorio (si spera) la bolla rischia di avere conseguenze ben più tragiche durature. L’attuale situazione di assenza di regole (anarchia) in alto e eccesso di regole (paralisi ) in basso è stato ulteriormente alimentato dalla situazione emergenziale. Le notizie delle gigantesche fortune moltiplicate a dismisura dai giganti del web (e della medicina) fanno da contraltare alla crescente povertà delle fasce medi0-basse.

    La soluzione auspicata da Tremonti è politica, occorre un accordo nuovo che metta ordine a un mondo senza regole, un vaccino anche più importante (se possibile) di quello contro il COVID-19. Un ritorno alla legalità

    “Ciò che si vuole qui dire è che, se già c’è il vaccino contro il coronavirus, non c’è ancora il vaccino contro questo tipo di peste. Un vaccino questo che può essere prodotto solo in un laboratorio politico….Oggi nuove regole potrebbero, anzi dovrebbero essere estese alla produzione dei beni, questo il vero vaccino per evitare l’arrivo altrimenti certo di nuove crisi”.

    (1) Interessante anche gli aggettivi che Tremonti usa per identificare il “sistema Law” e l’analogo moderno sistema monetario digitale: “metafisico e catastrofico”. Già, se non si comprende che la Tecnofinanza è una vera e proprio religione (che ha propri riti, dogmi, sacerdoti e credo) non si comprende nulla delle dinamiche che stanno devastando il mondo.



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