La stretta sugli stadi: torna il 50% dei posti. Nei palazzetti il 35%

Dic 30, 2021

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    Il giro di vite arriva anche negli stadi considerati comunque dagli esperti luoghi dove si rischia una facile diffusione del coronavirus: per l’affollamento nei momenti di ingresso e uscita, per il poco distanziamento all’interno degli impianti e per l’uso non sempre irreprensibile dei dispositivi di protezione personale da parte degli spettatori.

    Il livello di capienza si abbassa di nuovo e scende alla metà dei posti disponibili sugli spalti, ovvero il 50 per cento della capienza degli impianti. Gli spettatori si distribuiranno così a scacchiera con la stessa modalità che era in vigore prima dell’estensione al 75 per cento alla quale si era passati in una situazione di contagi molto più tranquilla, senza l’ultima fiammata portata dalla variante Omicron.

    Stretta ulteriore – e comprensibile secondo la logica che ha portato ad abbassare il limite di spettatori negli stadi – per tutti gli impianti sportivi al chiuso che tornano indietro al 35 per cento rispetto alla capienza massima.

    Anche per gli impianti sportivi e gli stadi la discussione in Consiglio dei ministri è stata piuttosto accesa anche perché da parte dei tecnici le soluzioni ideali proposte erano ancora più severe. Tra gli scienziati infatti si ipotizzava di adottare una soluzione come quella presa recentemente in Francia. Il governo di Parigi ha stabilito un tetto massimo di 5mila spettatori. La Germania è appena tornata alle partite a porte chiuse.

    Resta l’obbligo che era già in vigore di esibire il Green pass rafforzato all’entrata. Anche per assistere alla partita della squadra del cuore insomma occorrerà sottoporsi alla profilassi o essere guariti dal Covid da meno di sei mesi. I nuovi limiti dovrebbero entrare in vigore già dalla ripresa del campionato di serie A prevista per il 6 gennaio. E per tutti gli altri campionati – professionistici e non – degli altri sport dall’imminente inizio dell’anno nuovo.


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