La telefonata a Conte nel 2020: chi sono i due “scienziati” imposti da Putin

Mag 10, 2022

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    I contorni del sostegno della Russia all’Italia nelle fase più difficile della pandemia restano tutti da chiarire. Come ben sappiamo, il 22 marzo 2022 sbarcarono a Pratica di Mare 13 quadrireattori Ilyushin con 106 persone a bordo (28 medici, 4 infermieri e 74 militari) oltre a camion e veicoli vari. Ma c’è di più, come riporta Domani: la telefona del 21 marzo tra Vladimir Putin e Giuseppe Conte. Il motivo? La richiesta di aggiungere due nomi alla lista di persone autorizzate a sbarcare in Italia. Ovvero gli scienziati Natalia Yurievna Pshenichnaya e Aleksandr Vasiliev Semenov.

    Alle prese con la maxi-ondata di contagi, l’Italia decise di accettare il sostegno di Mosca per affrontare l’emergenza epidemiologica. In quei giorni Mosca ha ottenuto i campioni del virus vivo del Covid-19 senza dare nulla in cambio – come confermato dal documento del Material Transfer Agreement – ma adesso i riflettori sono accesi sugli scienziati “speciali” individuati dal leader del Cremlino e accolti a braccia aperte da Conte.

    Natalia Yurievna Pshenichnaya è la vicedirettrice dell’Istituto centrale di ricerche e professoressa di microbiologia dell’università di Rostov, mentre Aleksandr Vasiliev Semenov è un virologo dell’istituto Pasteur di San Pietroburgo. Entrambi sono membri di spicco del Servizio federale per la sorveglianza dei diritti del consumatore e il benessere dell’uomo (Rospotrebnadzor), ente che controlla l’ormai famoso Vector, il Centro nazionale di indagini di biologie e tecnologie.

    Proprio il Vector assume un ruolo centrale in questo dossier. Il Centro di Mosca, con Natalia Yurievna Pshenichnaya e Aleksandr Vasiliev Semenov alla guida, ha ricevuto dallo Spallanzani i campioni di coronavirus e le istruzioni su come isolare e mantenere in coltura il prezioso materiale. E non è tutto: i due scienziati legati a Putin furono inviati a fine febbraio a Wuhan, senza però ricevere campioni o informazioni sul virus.

    Pshenichnaya e Semenov non hanno all’attivo pubblicazioni degne di nota sulle riviste scientifiche più autorevoli, ma sono noti soprattutto per alcuni articoli di geopolitica. Dagli elogi alla Cina e al sistema di Xi Jinping per controllare la pandemia alle critiche rivolte a Roma, con l’Italia salvata solo grazie all’aiuto dei russi. E ancora, i manifesti politici.

    Natalia Pshenichnaya, infatti, ha scritto un articolo con la sociologa Larisa Khoperskaya intitolato “La dimensione politica estera del coronavirus: come un virus determina il vero peso internazionale delle nazioni”. Pubblicato su Planet360info – sito legato ad una fondazione creata da Putin nel 2007 – il testo afferma che l’emergenza epidemiologica ha ribaltato la gerarchia geopolitica delle nazioni del mondo. Applausi a Russia e Cina per la gestione della pandemia, biasimo a Usa e Occidente. “Oggi nessuno mette in dubbio il fatto che ricchezza e potere si stanno spostando dal nord e dall’ovest all’est e al sud, e il vecchio ordine mondiale, dominato dagli Stati Uniti e dall’Europa, viene sostituito da un nuovo ordine mondiale in cui il ruolo crescente è svolto dagli Stati che si rafforzano, che non appartengono all’occidente”, l’analisi delle esponenti del Cremlino.

    Italia bacchettata senza mezzi termini. Pshenichnaya e Khoperskaya hanno puntato il dito contro Roma per non aver ringraziato la Russia per l’aiuto fornito e per aver addirittura screditato la missione umanitaria. C’è solo un esponente politico tenuto “salvato”, ovvero l’attuale leader del Movimento 5 Stelle: “Il primo ministro italiano Giuseppe Conte ha criticato le allusioni offensive a un presunto tornaconto politico dell’aiuto russo all’Italia, dicendo: ‘Sono profondamente offeso da queste insinuazioni molto pesanti. Questo è un insulto al governo italiano, così come al presidente russo Vladimir Putin, che non si è mai sognato di usare questo aiuto come sotterfugio’”.


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