‘L’allegra brigata’ e la pandemia

ROMA – AA.VV., L’ALLEGRA BRIGATA (NERI POZZA, PP. 192, EURO 18,00). Sandor e Maria Angela, amanti tra Parigi e Roma, sul punto di lasciare i rispettivi coniugi quando arriva il Covid 19. Ma insieme al virus a scombinare le carte è anche ‘La droghiera bretone’ nel racconto di Olivier Guez , uno dei più conosciuti scrittori e sceneggiatori francesi, tra i dieci autori e autrici che si sono raccontati, via computer, a turno, delle storie per intrattenersi ed emozionarsi vicendevolmente nei giorni del lockdown.
    E’ nata così ‘L’allegra brigata’ (Neri Pozza) composta da sette scrittrici e tre scrittori – tutti italiani, tranne Guez, – che nei giorni della pandemia hanno cercato rifugio virtuale nella forza della narrazione.
    Ogni giorno, per dieci giorni, ispirandosi ai temi delle giornate immaginate da Giovanni Boccaccio nel Decamerone hanno dato vita a un’antologia che ora raccoglie le voci di alcuni degli autori più noti della casa editrice Neri Pozza, a cura di Daniela Pagani. Sono, oltre ad Olivier Guez, Sandra Petrignani, Novita Amadei, Wanda Marasco, Francesca Diotallevi, Piera Ventre, Antonella Ossorio, Eleonora Marangoni, Giuseppe Munforte, Roberto Cotroneo ed Emanuele Trevi.
    In ‘Bocca baciata non perde ventura’ di Sandra Petrignani ci troviamo di nuovo davanti a una separazione, quella di Gianna e Giulio che stanno per andare a vivere insieme, ma restano bloccati uno a Milano e una a Roma e lei sarà travolta da tre inimmaginabili avventure erotiche. Mentre Roberto Cotroneo ci parla di gelosia e amore ‘In vino veritas’ che definisce “una lettera sul tradimento che più è sfuggente e più è vera”. E proprio la Petrignani e Cotroneo presenteranno l’Allegra Brigata’, con letture di Francesca Gatto, il 18 settembre alle 18.30 alla Feltrinelli Red di Via Tomacelli, a Roma, con ingresso gratuito su prenotazione.
    In questa sorta di piccolo Decamerone 2.0. colpisce l’amore travagliato e doloroso che si fa poesia in ‘L’attesa’ di Wanda Marasco che scrive: “Dovrei smetterla di guardare il palazzo di fronte. Ci sono strapiombi delle vite che non andrebbero guardati a lungo. Nebbie che vengono a galla in questo grande silenzio, quando diventa fatale l’assalto dei ricordi”.
    Tutte le storie “rispecchiano la tensione spirituale ed emotiva del momento vissuto e devono essere lette e interpretate dentro la cornice sociologica e culturale che tutte le unifica” spiega la curatrice e sottolinea che “gli scrittori coinvolti si barcamenano tra isolamento e convivenza, diffidenza reciproca e altruismo, voglia di lasciarsi andare e paura, creando racconti che consolano e divertono”.
    Ci sono in queste 190 pagine, che sono uno specchio dei giorni in cui il mondo si è fermato, ‘La sindrome di Aristotele’ di Antonella Ossorio con un nonno e sua nipote in una coabitazione forzata, l’amica infelice di ‘Rue du Vertbois’ di Eleonora Marangoni e l’arzillo pensionato di ‘Matrici’ di Novita Amadei.
    Racconti dove tutto alla fine, nei giorni della paura, ci parla d’amore vero, perduto, tradito, inaspettato, inconsistente e del destino che può avere anche la voce simbolica di un animale ,come ne ‘Il canto del lupo’ di Piera Ventre che apre l’antologia. In chiusura invece è proposto un intervento di Emanuele Trevi che riflette sul significato di ‘Cornice.
    Boccaccio-Sade-Artaud-Pasolini’ in cui ci fa capire come i racconti scambiati all’interno di una cornice narrativa e “dunque, proferiti e ascoltati in una certa situazione umana” vadano “sempre immaginati come uno scambio, una seduzione, un contagio”. (ANSA).
   


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