• L’anima più innovativa del Romaeuropa Festival in scena

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    Più di 40 appuntamenti tra danza, teatro e musica. Le cinque sezioni del festival che indagano le espressioni artistiche più proiettate verso il futuro. E l’apertura con il coreografo di origini marocchine Roduan Mriziga che dirige la danzatrice, coreografa e cantante Dorotheé Munyaneza in Akal, assolo in cui rituale, danza e architettura si mescolano a canto, poesia e rap per riscrivere la memoria degli Imazighen, gli indigeni del Nord Africa.     Sono le proposte più innovative della 37/a edizione del Romaeuropa Festival (in corso fino al 20 novembre) quelle che dal 22 settembre approdano al Mattatoio – La Pelanda di Testaccio, grazie alla collaborazione con Azienda Speciale Palaexpo. Un cartellone che è una vera fucina per la creatività emergente e che per due mesi porta in scena talenti nazionali e internazionali, dalle arti figurative a quelle performative.     “Riportare Roma al centro della scena della cultura contemporanea internazionale è la missione del nostro nuovo corso”, spiega il Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo Marco Delogu. E “gli spazi del Mattatoio – ricordano il presidente e il direttore generale e artistico della Fondazione Romaeuropa, Guido Fabiani e Fabrizio Grifasi – sono sempre stati il cuore della nostra proposta di ricerca più innovativa e attenta al ricambio generazionale, sin da quando nel 2010 Romaeuropa aprì al pubblico la Pelanda restaurata con Ryuichi Sakamoto e la mostra Digitalife”.     Ed è proprio Digitalive, curata da Federica Patti e interamente dedicata alle espressioni artistiche nell’ambito delle culture digitali, la prima delle cinque sezioni attese al Mattatoio, al via con Yishun is Burning, assolo del coreografo e artista multimediale Choy Ka Fai, in cui si fondono tradizione e tecnologia, rituale e vogueing, spiritualità e festa.     È interamente femminile, invece, la proposta di LineUp!, la sezione a cura di Giulia Di Giovanni e Matteo Antonaci, che dall’8 al 10 ottobre indaga linguaggi, narrazioni e identità del pop. Tre giornate di concerti che trasformeranno il Mattatoio in un club per ospitare i live della cantante e performer italo-marocchina LaHasna, dell’eclettica Nava, nata a Teheran e da diversi anni a Milano, della producer e songwriter Lndfk, cresciuta a Napoli da madre italiana e padre arabo, dell’acclamata Joan Thiele e della cantautrice alessandrina Elasi.     E ancora, le nuove proposte della scena teatrale italiana trovano palcoscenico con Anni Luce (dal 19 ottobre), sezione a cura di Maura Teofili che scommette sul sostegno alla creatività under 30 con il progetto Powered By Ref. Tre i nomi selezionati: Greta Tommesani con CA.NI.CI.NI.CA, Elena Bastogi con Senza titolo (mâchersesmots) e Matrice Teatro con Il dilemma dei cento girasoli fotovoltaici. E ancora, ecco i Dancing Dyas curati da Francesca Manica (dal 26 ottobre), fotografia di un movimento che attraversa l’Europa facendone danzare le identità, dalla franco-malgascia Soa Ratsifandrihana con Gr oo ve alla francese Leïla Ka con la trilogia Pode Ser, C’est toi qu’on adore, Se Faire la belle fino a Open Drift del tedesco Philippe Kratz.     Mentre i Kids & Families (dal 30 settembre) curati da Stefania Lo Giudice, quest’anno nel segno dell’inclusione e del coinvolgimento delle famiglie, si espandono su tutto l’arco del festival con weekend dedicati ai più piccoli.     Fanno poi il giro del mondo le Geografie internazionali del RomaEuropa 2022, dalla compagnia messicana Lagartijas Tiradas al Sol, che indaga il concetto di democrazia, a Paola Di Mitri che ricostruisce la sua storia famigliare sovrapponendola alle cartografie della città di Taranto in Vita Amore Morte e Rivoluzione.


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