L’Anm si sveglia sul Sistema e ora processa 70 magistrati

Gen 9, 2022

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    Con calma, con molta calma: ma forse, finalmente, i giudici italiani decidono di fare un po’ di pulizia al loro interno. Ad oltre due anni e mezzo dall’esplosione del «caso Palamara» l’unico magistrato che l’Associazione nazionale magistrati ha punito finora è stato proprio Luca Palamara, espulso con ignominia dal sindacato delle toghe. Per tutte le centinaia di suoi colleghi comparsi nelle chat che raccontavano dall’interno raccomandazioni, carriere, favori e miserie la giustizia interna all’Anm era andata avanti a passo di lumaca. Ma ora, secondo quanto anticipato ieri dal Riformista, una settantina di magistrati starebbero per ricevere il capo di «incolpazione» da parte dei probiviri dell’Anm, sulla base delle chat trasmesse dalla Procura di Perugia. Nelle ultime settimane, i probiviri avrebbero esercitato una prima selezione delle varie posizioni, scegliendo di mettere sotto accusa solo i colleghi più apertamente colpevoli di avere violato il codice etico dell’organizzazione. Sono magistrati anche di alto livello, sparsi in tutta Italia, per i quali sarebbe pronta la procedura di impeachment.

    Si tratta, va ricordato, di procedure interne all’Anm, cioè al sindacato. Anche chi venisse espulso potrebbe tranquillamente continuare a lavorare in magistratura. Tant’è vero che tra le prime toghe investite dal procedimento disciplinare, circa un anno fa, la maggioranza scelse di dimettersi spontaneamente dall’Associazione per evitare l’onta della sanzione. Per quelli che allora non si dimisero, il procedimento sta procedendo a ritmi blandi. I probiviri hanno già chiesto una serie di condanne (in genere la censura, una delle pene più lievi) ma il direttivo dell’associazione non ha ancora deciso nulla.

    Insomma, la sensazione era finora che – di fronte a un’ondata di rivelazioni che ha investito tutte le correnti – l’atteggiamento dell’Anm oscillasse tra imbarazzo e cautela. Ora la notizia dei settanta nuovi procedimenti disciplinari sembra dire che qualcosa si sta muovendo. Ma con che fermezza è tutto da capire. Secondo il Riformista, per esempio, tra i settanta incolpati non ci sarebbe il più illustre tra i nomi che compaiono nelle chat, quello del procuratore generale della Cassazione Giovanni Salvi: che peraltro a luglio va in pensione, e quindi potrebbe uscire di scena incolume. A questo punto l’attenzione si concentra sulla sorte che i probiviri riserveranno a un altro vip i cui rapporti con Palamara ricorrono spesso nelle chat, l’ex leader di Magistratura democratica Giuseppe Cascini, membro del Csm. Cascini ha rifiutato di dimettersi dal Csm nonostante quanto emerso dalle chat. Sarà ora interessante capire se i probiviri dell’Anm riterranno compatibili anche con il codice etico le intere modalità con cui Cascini gestiva il suo potere: compresa la ricerca tramite Palamara di un contatto nel Coni per poter accedere liberamente col figlio alla tribuna d’onore dell’Olimpico.

    In attesa di conoscere, almeno informalmente, l’elenco dei settanta, l’unica cosa certa – in questa sorta di pesca a strascico, dove finirà impigliato qualche pesce piccolo e qualche pesce grosso la farà franca – è che l’unico colpevole per cui l’Anm non chiederà punizioni è il colpevole numero uno: il sistema delle correnti.


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