L’Anpi invita il palestinese che invoca la fine di Israele

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Dopo le polemiche sui manifestanti filo-Hamas ai cortei del 25 aprile e sui fischi alla Brigata Ebraica, l’Anpi ci ricasca. Proprio a pochi giorni dall’attentato jihadista a Gerusalemme che ha ucciso un 16enne, studente di un collegio rabbinico.

Stavolta l’occasione buona per fare sfoggio dell’odio contro Israele è la Giornata Internazionale della Solidarietà con il Popolo Palestinese. Per quel giorno, il 29 novembre, è in programma un convegno dell’Associazione dei Partigiani italiani dal titolo «Palestina: una ferita sempre aperta». Appuntamento martedì a Ravenna, dove interverranno Tina Marinari di Amnesty, Ivan Lisanti dell’Osservatorio Pace di Bologna e soprattutto Mohammed Ghazawnah, attivista dell’Ong palestinese Land Research Center.

Solo che Ghazawnah, ospite d’onore in collegamento da Gerusalemme, non si esprime esattamente come un uomo di pace. Basta dare uno sguardo al suo profilo Facebook per rendersene conto. Le posizioni del ricercatore, ingegnere con un passato di studi in Italia, rischiano di far arrossire perfino l’Anpi. L’attivista parla di «Israele», rigorosamente scritto tra virgolette quasi a negarne l’esistenza, come di «uno Stato di apartheid». Il 19 agosto – con l’emoticon «sorpreso» – si meraviglia del fatto che «La polizia di Berlino ha annunciato l’avvio di un’indagine preliminare contro il presidente palestinese Mahmoud Abbas, perché ha affermato che Israele ha commesso 50 olocausti contro i palestinesi».

Il 26 febbraio 2020 condivide l’immagine di un bulldozer che porta via il corpo di un miliziano jihadista, sospettato di aver posizionato una bomba vicino alla barriera tra Gaza e Israele, quindi scrive: «Quante volte il cristo palestinese dovrebbe essere crocifisso da ebrei canaglia alle religioni e all’umanità!?»

E poi c’è la politica italiana. Il 26 settembre il relatore di Anpi definisce «fascisti» quelli di Fdi e «sionisti» quelli del Pd. Ma il più odiato è Matteo Salvini. Il 30 agosto l’attivista attacca «Salvini della lega merd» che «intende riconoscere Gerusalemme come capitale di isra». Quindi lo paragona a un maiale, concludendo con un presunto proverbio: «Le nuvole non vengono danneggiate dai maiali che grugniscono (dal grugnito del porco)». Benvenuti al convegno dell’Anpi.


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