L’asse Renzi-Giorgetti per far pressione sugli industriali 

Set 27, 2021

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    Matteo Renzi rimette al suo posto Confindustria ed il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti plaude. L’asse sulla linea da tenere rispetto alle invasioni di campo della Confederazione generale dell’industria italiana è realtà.

    Un giorno fa, il leader d’Italia Viva ha ricordato al presidente Carlo Bonomi quale fosse la linea degli industriali all’inizio dell’anno: “Confindustria a gennaio chiedeva continuità sulla linea economica Conte-Gualtieri e molti bollavano come irresponsabile aprire la crisi. Meno male che abbiamo ascoltato il nostro cuore e non i loro suggerimenti. Oggi c’è Draghi, l’Italia è più forte”. Se la politica, Renzi compreso, avesse seguito i desiderata di Confindustria, insomma, avremmo ancora Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, con tutto quello che ne sarebbe conseguito in termini geopolitici e macroeconomici. Ma le cose sono andate in maniera diversa.

    La politica si è riappropriata dei propri spazi. E ora Bonomi, sia per Renzi sia per Giorgetti, non può dettare l’agenda: “Ho apprezzato la relazione – ha detto il leader d’Italia Viva su Bonomi -, ma giudico stucchevole l’attacco alla politica. È naturale che i partiti si dividano per le amministrative o per il Quirinale: si chiama democrazia. Non conosco il dottor Bonomi e non dubito della sua passione civica, ma non prendo lezioni di politica da lui”, ha continuato l’ex premier intervistato da Repubblica.

    Il presidente della Confederazione, dal canto suo, ha specificato come Confindustria, che ha parlato di un Patto per la ripresa condiviso con Mario Draghi – non abbia intenzione di scendere nell’agone politico con una propria formazione politica. Le critiche riservate ai partiti, però, non sono comunque state troppo apprezzate dal duo che in questi giorni è intervenuto nel merito.

    Renzi ha voluto delimitare il campo: “Ognuno faccia il suo mestiere – ha detto – , senza invadere il campo altrui. Bonomi rispetti la politica quanto noi rispettiamo l’impresa. Attaccare i partiti per un applauso è roba da populisti”. Il presidente degli industriali aveva dimostrato insofferenza verso quelli che ha chiamato “giochetti” e “veti” sulle riforme. Ma in una democrazia parlamentare esiste una dialettica che deve essere tenuta in considerazione e che non può essere cancellata.

    Nel corso della mattinata di oggi, un altro esponente di spicco della politica italiana è intervenuto sul caso. Il ministro Giancarlo Giorgetti ha convenuto con Renzi su quanto dichiarato: “Ha fatto bene Renzi a dirgli di darsi una calmata. É come se anche la Confindustria non avesse il senso del momento”, ha fatto presente in un’intervista rilasciata a La Stampa. Gli stessi virgolettati tramite cui sembra essersi aperta una via che porta dritta all’elezione di Draghi al Quirinale, come ha rimarcato Tpi. Ma la partita, com’è noto, è tanto lunga quanto aperta.

    Confindustria dovrebbe quindi continuare a svolgere il ruolo che le è proprio, mentre la politica, che ha di nuovo la palla tra i piedi, è chiamata a discutere dei provvedimenti da adottare per il futuro del Belpaese. Gli stessi provvedimenti che comunque stanno procedendo in maniera spedita.


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