L’aula deserta sulle violenze alle donne, autogol di Palazzo

Nov 26, 2021

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    Sarebbe grossolano parlare di donne che si disinteressano delle donne o della atavica insensibilità maschile. Ormai la piaga della violenza di genere scuote le coscienze e viene percepita come un’emergenza spaventosa da stroncare con ogni mezzo. Fa impressione la galleria social in occasione della giornata mondiale del 25 novembre dove molte, troppe donne hanno postato il loro selfie con occhi neri e labbra tumefatte dal compagno. È cresciuta la consapevolezza della denuncia immediata e di affidarsi agli apparati dello Stato per avere tutela sicura.

    Nella saga delle celebrazioni c’è un’altra foto che fa riflettere: non documenta violenze per fortuna, ma un altro peccato grave, il disinteresse. La classica immagine che, come si dice oggi, diventa virale.
    Una signora vestita di rosso e con mascherina dello stesso colore, in omaggio alle vittime, parla in piedi. Alle sue spalle, su uno scranno solenne, la ascolta un uomo con la mascherina azzurra. Sull’ala sinistra si scorgono tre testoline. Intorno il deserto, il vuoto, la solitudine.

    Ecco l’immagine del Palazzo che si dedica a discutere del problema. Otto deputati, su 630, che votano all’unanimità una mozione contro la violenza alle donne, sotto lo sguardo del ministro per la Famiglia Elena Bonetti (la signora in rosso) e del vicepresidente di turno Ettore Rosato (l’uomo con la mascherina azzurra). La scena desolante è avvenuta lunedì ed è stata catturata con il telefonino dal deputato pd Filippo Sensi, l’ex portavoce dei premier Renzi e Gentiloni, che non ha perso il senso della notizia. Alcuni degli assenti hanno rimarcato che il lunedì non è la migliore giornata per presentarsi in aula, labile giustificazione dinanzi all’evidenza di un’aula abbandonata.

    Ieri a Montecitorio ci sono stati atti riparatori come le mascherine rosse dei deputati Fdi e l’applauso a Lucia Annibali, la parlamentare renziana sfregiata con l’acido nel 2013 da due uomini mandati dall’ex fidanzato. E in rete nessuno ha dimenticato la ricorrenza, dalle magliette con il numero d’emergenza 1522 al rito delle foto con i segni rossi sul volto.
    Ancora una volta la politica ha scelto la mobilitazione virtuale sui social, senz’altro più redditizia nel rapporto costi-benefici. Un post dalla scrivania è più visibile di un’anonima presenza in un’aula affollata. Con buona pace della «centralità del Parlamento, una formula desueta azzerata dalla nuova sensibilità mediatica. Nessun gruppo ha pensato di presentarsi compatto lunedì per votare la mozione contro la violenza alle donne. Era proprio quella l’occasione per sfoggiare magliette, mascherine rosse e approvare il documento con 630 voti su 630. Sarebbe stato un evento straordinario per unire il Paese nella lotta a un fenomeno che solo quest’anno ha registrato 108 femminicidi. Avremmo visto la ministra Bonetti attorniata dai ministri, Fico presiedere la seduta e tutti i deputati uniti per la stessa causa. E sarebbe stata un’altra immagine. Ancora più virale.


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