Le truffe? Per Fico “solo qualche furbo…”. Ma è guerra sul reddito 5S

Nov 18, 2021

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    Sì a qualche modifica e miglioramento, no a qualsiasi ipotesi di rivoluzione o di smantellamento. La posizione del Movimento 5 Stelle sul reddito di cittadinanza è chiarissima: vietato mettere le mani su questo provvedimento, respingere ogni assalto e difendere a spada tratta quella misura economica che avrebbe dovuto abolire la povertà. Ma i recenti casi choc di truffe hanno spinto il governo ad adottare una stretta sui furbetti e a rivedere qualche vincolo di funzionamento. Comunque c’è chi, come Roberto Fico, non intende darla vinta a chi vorrebbe smontare pezzo pezzo il provvedimento grillino.

    Fico difende il reddito 5S

    Il presidente della Camera, intervistato ai microfoni di 24Mattina su Radio24, ha fatto da scudo al reddito di cittadinanza. E lo ha difeso dagli attacchi sostenendo che tutto sommato “le frodi sono l’1% e ci sono anche in altri settori“. Dunque per qualche caso isolato non si può pensare di mandare in soffitta la misura targata M5S: “Non può morire solo per colpa di qualche furbo“. Così Fico intende schierarsi totalmente dalla parte di una misura che ritiene essere “di civiltà“, difendendola “con forza perché abbiamo visto cosa ha significato in tempi di pandemia“.

    La guerra al sussidio

    Sicuramente il reddito di cittadinanza ha fatto da paracadute in piena emergenza Coronavirus, consentendo a molte famiglie italiane in crisi di sopravvivere con un aiuto da parte dello Stato. Ma probabilmente Fico non ricorda che il Movimento 5 Stelle aveva sponsorizzato questa misura non come un sussidio, ma come uno strumento attraverso cui far crescere l’occupazione e creare posti di lavoro. Tuttavia su questo fronte il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Senza dimenticare che da fine anno circa 2.500 navigator saranno senza lavoro dopo la decisione del governo di sostituirli con le agenzie interinali.

    Il reddito di cittadinanza sembra essere blindato, ma il passaggio in Parlamento potrebbe cambiare le carte in tavola: una battaglia alla misura grillina non è affatto da escludere, visto che l’asse contro il sussidio gode di una certa trasversalità. A difenderlo sono Movimento 5 Stelle, Partito democratico e Liberi e uguali. Mentre dall’altra parte Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Italia Viva potrebbero fare fronte comune nelle votazioni, magari per trasferire parte di quei fondi alle politiche sulla disabilità e al fisco.

    Ma i partiti di maggioranza lo sanno benissimo: un’eccessiva guerra parlamentare rischia di far saltare tutto. Per questo ci si potrebbe limitare semplicemente a qualche revisione sulle politiche attive e sull’impiego di eventuali risparmi da destinare ad altri fronti. Un pericolo di crisi che non si vuole correre in vista anche di una corsa al Quirinale che si preannuncia in salita.


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