L’emergenza che la Ue non vede: i veri numeri dei migranti

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I numeri segnalati oggi da Frontex rischiano di diventare, per l’ennesima volta, parole al vento. L’agenzia europea per il controllo delle frontiere, a cui nei giorni scorsi il parlamento europeo ha anche bocciato i bilanci, ha lanciato un chiaro allarme: nel Vecchio Continente, il numero di migranti entrati irregolarmente dal primo gennaio a oggi è aumentato del 73% rispetto allo stesso periodo del 2021.

I numeri che fanno più paura

Nell’anno in corso, nel territorio dell’Unione Europea sono entrati complessivamente 275.500 migranti irregolari. Frontex ha reso noto questo dato esaminando, frontiera per frontiera, il numero degli attraversamenti via terra segnalati oppure degli sbarchi registrati dagli Stati costieri.

La cifra è di quelle importanti, in grado di testimoniare l’attuale situazione di emergenza relativa all’immigrazione. In termini percentuali, la crescita rispetto allo stesso periodo del 2021 è stata del 73%. C’è un aspetto di questi numeri che appare ancora più importante sottolineare. Secondo Frontex, il 2022 è l’anno con più ingressi irregolari dal 2016. Da quella stagione cioè rimasta nella memoria come la più drammatica sul fronte migratorio.

Nel biennio 2015/2016 l’Europa ha infatti assistito a ondate senza precedenti di sbarchi o di arrivi via terra. A pesare allora è stata soprattutto la crisi generata dall’avanzata dell’Isis tra Siria e Iraq, capace di far balzare le cifre degli ingressi a livelli poi mai raggiunti. Per dare un’idea, quell’ondata si è interrotta solamente quando l’Europa, su input della Germania, ha pagato tre miliardi di Euro alla Turchia per chiudere la rotta balcanica.

Quando si parla di immigrazione c’è un prima e un dopo 2016. Il 2022 al momento è l’anno che più si è avvicinato alle cifre record di sei anni fa. Il tutto mentre nell’Ue è divampata la polemica sulla redistribuzione dopo gli scontri diplomatici tra Italia e Francia. In poche parole, mentre la politica ancora si interroga sulla necessità di un approccio comune all’immigrazione, Frontex ha descritto un quadro tutt’altro che roseo.

Le rotte più attive

Come nel 2016, a spaventare maggiormente è la rotta balcanica. Secondo l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, sono stati 128.438 i migranti entrati in Europa dalla tratta che via terra dalla Turchia permette di raggiungere il Friuli e i Paesi dell’area settentrionale del Vecchio Continente. Rispetto ai primi dieci mesi del 2021, l’aumento in termini percentuali è addirittura del 168%. A pesare, secondo Frontex, anche il fatto che molti migranti possono raggiungere Belgrado senza visto e da qui premere sui confini croati.

L’altra rotta che ha fatto registrare importanti incrementi è quella del Mediterraneo centrale, la quale interessa direttamente l’Italia. Sono infatti 79.140 le persone che hanno attraversato la tratta dalla Libia o dalla Tunisia diretta verso Malta e verso le nostre coste. L’incremento è stato del 48% rispetto al 2021.

Un importante aumento si è avuto anche per la rotta del Mediterraneo orientale, quella per intenderci che interessa la Grecia, dove sono sbarcati 35.343 migranti con un incremento del 122%. L’unica rotta del Mediterraneo che ha registrato una flessione è quella occidentale: i flussi dal Marocco verso la Spagna sono infatti calati del 27%, con complessivamente 12.347 arrivi registrati.


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