• Letta deforma la geografia. “Pontida È in Ungheria”

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    Enrico Letta raduna i sindaci del Pd a Monza nella sua contro-Pontida e gioca la carta Orban per riconquistare il voto degli indecisi. Il segretario del Pd nella sua disperata rincorsa è alla ricerca della mossa vincente per ribaltare il trend elettorale. Prima lo spauracchio russo, poi il fascismo. Ora tira fuori dal cilindro l’asso Orban. Accusando Meloni e Salvini di essere amici ed alleati in Europa del capo del governo ungherese. La speranza è di trascinare gli italiani in una immaginaria guerra di liberazione. Però i tentativi del leader dem non sembrano andar a buon fine. Anzi anche la strategia del voto utile pare sia stata accantonata. Perché spera di ricostruire in Parlamento dopo i 25 settembre il campo largo con Calenda e Conte.

    La genialata di Letta arriva dal palco di Monza: «Oggi con noi Monza è come una piccola capitale dell’Europa. Pontida, con tutto il rispetto per i suoi abitanti, con Salvini è una provincia dell’Ungheria. Con l’Europa o con Orban. Con la democrazia o con la compressione delle libertà personali». Letta si aggrappa alla proposta della commissione europea di tagliare i fondi di coesione all’Ungheria per la violazione dello Stato di diritto. L’ex premier si infila in una questione europea con la speranza di portare acqua al suo mulino. Dal palco di Pontida, dove si sono radunati 100mila militanti del Carroccio, Salvini ironizza: «Quelli di sinistra hanno una passione per la geografia, oggi è l’Ungheria, ieri la Russia, o la Finlandia. Sull’Ungheria io rispetto le scelte democratiche di tutti, Orban qualcuna la fa giusta, qualcuna la sbaglia». Con questa strategia il segretario dem conta di recuperare terreno sulla destra, fino a sovvertire i pronostici. «Nessun destino è già scritto, sta a noi cambiare il destino del nostro Paese. Quindi, viva l’Italia democratica e progressista, andiamo a vincere» suona la carica Letta ai candidati e agli elettori dem per la volata finale di campagna elettorale.

    Una fiducia alimentata anche dai sondaggi che danno gli indecisi e gli astensionisti al 42% per cento. Il primo partito in Italia. Un bottino che Letta punta a conquistare, almeno in parte, con una campagna sul territorio, «strada per strada, casa per casa», per citare le ultime parole di Enrico Berlinguer, citato indirettamente dal segretario nell’ultima parte del suo discorso a Monza. Ieri a Monza.

    Oggi Letta sarà a Napoli con il presidente Vincenzo De Luca. La Campania è uno snodo cruciale per l’esito del voto. La macchina elettorale del governatore potrebbe regalare al Pd la vittoria in collegi ancora contendibili. Letta ci spera e si affida allo sceriffo. Altra regione chiave è la Puglia. Il governatore Michele Emiliano l’ha definita la Stalingrado d’Italia. E ieri da Lucia Annunziata ha chiarito: «Lui le ha usate per dire semplicemente che li faremo faticare al massimo. Certo quella è una parola forte e sopra le righe. Ma noi facciamo una campagna elettorale fatta su contenuti. Lui stesso, Emiliano, ha detto che quella frase è uscita in un comizio, posso prendere tutte le frasi di Meloni, Salvini. La nostra campagna è tutta di contenuti e positiva».

    Incidente chiuso. Ora sette giorni di tempo per ribaltare a suon di allarmi fascisti, pericoli per l’Ue e appelli in difesa di democrazia. Il leader dei democratici insegue il miracolo.


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