L’ex sindaco dem subito “assolto” da vip e compagni. E adesso scoprono la giustizia malata

Ott 1, 2021

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    Le sentenze si accettano e non si commentano, sì ma dipende quali e su chi. Nel caso di Mimmo Lucano, emblema della sinistra immigrazionista, non può esistere colpa, l’ex sindaco è innocente a prescindere. Di più, la sua condanna diventa la prova che «c’è una questione morale nella magistratura ed è un’emergenza», come scrive sui social la portavoce delle Sardine, Jasmine Cristallo. Una frase che, solo a pronunciarla per altri imputati, sarebbe considerata una bestemmia anticostituzionale, uno slogan berlusconiano per infangare i magistrati e promuovere l’impunità. E invece no, se il condannato è Lucano, l’eroe dell’accoglienza (con metodi che il Tribunale di Locri ha reputato illeciti), considerare una sentenza «umiliante per la democrazia di questo Paese», come dice il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, non è più irrispettoso verso i giudici ma anzi è sintomo di coscienza civile. A sinistra si riscopre non solo il garantismo (dimenticato nei riguardi di Morisi, uno sporco leghista), ma addirittura si apre la questione della magistratura politicizzata, dopo vent’anni di indignazione per chi osava anche solo parlarne. Per il critico d’arte Tomaso Montanari (ultrasinistra tendenza grillina) la sentenza è «una terribile eclissi della Costituzione». Per l’ex no global Luca Casarini, ora attivo nel ramo Ong, si tratta invece di una «pagina nera della Repubblica», e i magistrati di Locri «sono solo i servi di coloro che banchettano con le nostre vite». Anche per la Cgil la sentenza è «assurda». Il segretario Pd Enrico Letta è «esterrefatto» per la sentenza «incredibile», che dà «un messaggio terribile e pesantissimo che farà crescere la sfiducia nei confronti della magistratura». Una serie di parlamentari del Pd, tra cui Laura Boldrini e Pietro Bartolo, il medico dell’accoglienza a Lampedusa, sottoscrivono un appello di solidarietà per Lucano, vittima di una – scrivono – «condanna abnorme che ci pare incredibile». La Rete Antirazzista organizza oggi un presidio a Napoli per protestare contro quella che è chiaramente «una sentenza politica», mentre davanti al Tribunale di Milano è comparso un gruppo di manifestanti con striscione «Restiamo umani» e foto di Lucano su sfondo arcobaleno. Indignato con la magistratura è il prete rosso, padre Alex Zanotelli: «È stata stracciata la democrazia, si è fatta fessa la giustizia, una sentenza che grida vendetta al cospetto di Dio», minaccia il don. Il vignettista militante Vauro si costituisce: «Se Mimmo è un criminale sono orgoglioso di essere suo complice». Per Rifondazione Comunista si tratta di una «vergognosa sentenza, una vendetta di sistema che si fonda su un teorema assurdo». A sinistra improvvisamente i magistrati, da paladini della democrazia, sono diventati dei pericolosi eversori.

    Guai a toccare Mimmo Lucano, già ampiamente celebrato dai salotti tv di Fabio Fazio e Roberto Saviano («Mimmo, so che sei innocente»), dai sindaci chic come Giuseppe Sala («È un esempio»), immortalato addirittura da una fiction Rai, mentre il suo metodo è stato subito elevato a «modello Riace». Le sentenze in questo caso non contano, «Lucano è un uomo giusto», sentenzia un ex pm che vedeva colpevoli ovunque, Luigi de Magistris. Gad Lerner si improvvisa Cassazione: «I giudici di Locri hanno condannato un uomo giusto. È stata commessa un’ingiustizia, un terribile capovolgimento della realtà». Le ong sono schierate. Per Mediterranea Saving Humans è «una sentenza che fa orrore, una condanna politica», per Amnesty la condanna è «del tutto spropositata». Inutile ricorrere in Appello, Lucano è già stato assolto dal tribunale dei Giusti.


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