Lezioni di Storia all’Arena del Sole la domenica mattina

Nov 18, 2021

  • Condividi l'articolo

    (ANSA) – BOLOGNA, 18 NOV – Le Lezioni di Storia, nate dalla
    collaborazione tra Emilia Romagna Teatro e l’editore Laterza,
    riprendono la domenica mattina alle 11 all’Arena del Sole di
    Bologna con un ricco calendario di appuntamenti che sarà
    inaugurato il 21 novembre da uno degli storici italiani più
    autorevoli, Alessandro Barbero, conosciuto per i suoi libri e
    per le sue collaborazioni televisive. ‘Dante e la guerra’, il
    titolo del primo incontro, racconta in maniera insolita,
    tracciandone un ritratto singolare, uno dei personaggi più cari
    al professore torinese.
        Nella lezione si racconterà di un Dante ventiquattrenne che
    si trova in battaglia, quella di Campaldino dell’11 giugno 1289.
        Ha paura. E’ la prima volta, ma non l’ultima, che si trova in
    battaglia. L’abito rosso da laureato e la corona d’alloro, con
    cui è sempre raffigurato, sono uno stereotipo immaginario che
    non rende giustizia allo spirito del tempo, un tempo in cui
    combattere era un dovere per ogni cittadino e la violenza era
    parte accettata della vita. Si potrà conoscere, insomma, l’arte
    più umana del poeta del dolce stil novo. Le lezioni
    continueranno poi a partire dal 16 gennaio fino al 3 aprile con
    il nuovo ciclo Le opere dell’uomo: prendendo spunto dalla storia
    della realizzazione d’importanti opere del mondo (il Tempio di
    Gerusalemme, il Colosseo, la Mezquita di Cordoba, il Teatro
    della Scala, il Muro di Berlino, il palazzo della memoria), sei
    studiosi, autorevoli per rigore scientifico e brillanti per
    efficacia comunicativa, ricostruiscono l’origine di un’idea, il
    suo farsi concreto, la continuità o le trasformazioni del tempo.
        Il 16 gennaio toccherà a Luciano Canfora, il 30 gennaio Andrea
    Giardina, Amedeo Feniello il 13 febbraio, Carlotta Sorba il 6
    marzo, il 13 marzo Carlo Greppi, chiude il ciclo il 3 aprile
    Ivano Dionigi. (ANSA).
       


    Fonte originale: Leggi ora la fonte