‘Libertà del segno’, Giulio Ruffini alla Classense

Nov 17, 2021

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    (ANSA) – RAVENNA, 17 NOV – La biblioteca Classense di
    Ravenna, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della
    nascita (1921-2021), presenta in Manica Lunga dal 20 novembre
    all’11 dicembre un’ampia esposizione di opere di Giulio Ruffini,
    una delle figure che più hanno contribuito a dare un volto e
    un’identità alla Romagna attraverso l’arte. La mostra, ‘Giulio
    Ruffini Libertà del segno’, è il quarto appuntamento della
    serie, che segue di pochi giorni l’apertura dell’antologica
    allestita a Bologna, a Palazzo d’Accursio, e precede il momento
    conclusivo del percorso previsto a Rimini. L’esposizione
    ravennate propone alcune delle più interessanti opere
    dell’artista donate negli anni alla biblioteca Classense e al
    Mar-Museo d’arte della città di Ravenna. In particolare è
    presentata un’importante selezione di opere calcografiche
    realizzate da Ruffini in oltre 40 anni di attività, seguendo due
    tematiche principali: la figura femminile, elemento fortemente
    presente nella sua produzione pittorica e incisoria, spesso con
    forti accezioni di carattere socio-politico, perfettamente
    correlabile al secondo tema espositivo, quello del ciclo ‘Scomparsa della Romagna’. Dalla fine degli anni Sessanta,
    l’artista affida alle sue immagini valori simbolici e allegorici “tra realtà e memoria”.
        Diverse di queste opere sono presenti nella raccolta
    comprensiva di 266 stampe calcografiche donata da Primo
    Zambrini, grande collezionista ed amico di Ruffini, al Mar. Il
    lascito si compone di una parte significativa della produzione
    incisoria dell’autore dal 1953 al 1999, dove sono rappresentati
    nelle diverse soluzioni narrative fondamentali temi affrontati
    da Ruffini, a partire dai suoi esordi: dalle libere composizioni
    di oggetti d’uso domestico, alle vedute urbane, ai “monumenti
    alla madre” e alla civiltà rurale, fino alle allegorie più
    strettamente politiche. Un altro cospicuo fondo calcografico è
    presente alla biblioteca Classense, donato all’indomani della
    mostra ‘Ritratto d’artista. Giulio Ruffini. L’occhio del poeta’
    del 2007. (ANSA).
       


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