“Liceo per tutti”. E sulla proposta di Calenda scoppia la bufera

Mag 6, 2022

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    La proposta del leader di Azione Carlo Calenda, ossia il “liceo per tutti”, con la conseguente attesa temporale cui sarebbero relegati gli indirizzi di altra tipologia scolastica, ha sollevato una vera e propria bufera social, in specie nel contesto culturale che sostiene, in linea di principio, posizioni di natura liberale.

    L’ex ministro dello Sviluppo economico ha esposto la sua idea attraverso un’intervista rilasciata sul Corriere della Sera: “Tutti i ragazzi di qualunque condizione sociale devono iniziare dal liceo. Dopo gli studi professionali e tecnici”, ha dichiarato. E ancora: “In una società del benessere fino a 18 anni si imparano arte, storia, musica, cultura, cose che daranno un vantaggio competitivo dopo e, che, soprattutto, eviteranno la frustrazione che deriva dall’essere incanalati verso una professione e senza avere altro mondo che non stare sui social…”.

    Ma – come premesso – la proposta non ha trovato il placet, per usare un eufemismo, di chi ritiene che la libertà di scelta sia un punto fermo delle democrazie liberali e non solo. “Dovete smetterla di spicolare sulla posizione di Calenda sulla scuola! #Cuba”, ha scritto nero su bianco via Twitter il professor Riccardo Puglisi, che insegna Scienze della Finanze all’Università di Pavia, e che ha appunto fatto comprendere, attraverso l’associazione con Cuba, quale sia la sua opinione in merito alla proposta del vertice di Azione.

    C’è anche chi, sempre a mezzo social, ha fatto notare quale sia stato il proseguo delle argomentazioni calendiane che sono state esposte mediante l’intervista di cui sopra: “Perché la risposta dopo “.. purtroppo i ragazzi andrebbero sottratti alle famiglie..” ne vogliamo parlare?”, ha annotato un utente. Poi è spuntato anche chi ha intravisto, in quanto sostenuto da Calenda, una strada facile per impedire qualsiasi modifica dell’assetto sociale: “In pratica Calenda ci dice che, se vieni dall’ambiente giusto, puoi anche andare male a scuola, poi in qualche modo ci si sistema. Io che ho fatto il tecnico in periferia a Milano, invece non mi potevo permettere di farmi bocciare, sennò chissà dove sarei ora. Con immutata stima”, ha tuonato Leonardo Panetta, giornalista Mediaset ed autore di “Recovery Italia“.

    Tra coloro che hanno voluto presentare i commenti di natura politologica, risiede anche chi ha pensato che, attraverso la proposta sul “liceo per tutti”, Calenda abbia di nuovo rivelato il suo palinsesto ideologico di provenienza e di arrivo: “Calenda cerca con tutte le sue forze di non apparire il solito radical chic di sinistra, ma cade sempre sul più bello. Questo è quello che molti a destra volevano, e forse hanno votato, come sindaco”. Insomma, sembra prevalere chi ritiene che la visione di Calenda sulla scuola non sia per nulla liberale.


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