• “L’impresa più criminale e disumana della storia”. La lezione del Cav sul comunismo

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    A 8 giorni dal voto, Silvio Berlusconi prosegue la sua campagna elettorale social tra media tradizionali e social, dove i suoi video vengono visti ogni giorno da decine di migliaia di persone. Il Cavaliere ha scelto di dedicarsi prevalentemente a questo canale per comunicare con gli elettori, una decisione basata sull’ormai radicata abitudine degli italiani di informarsi prevalentemente in rete. È con brevi video chiari e concisi che l’ex premier ha finora esposto il suo programma elettorale ma non solo, perché le “pillole” quotidiane pubblicate da Silvio Berlusconi sono anche l’occasione per il presidente di Forza Italia per approfondire alcuni temi, come ha fatto già alcuni giorni fa, quando ha tenuto una vera e propria “lezione” social su cosa sia e cosa significhi la parola “libertà”. Nell’ultima pillola video, invece, l’ex premier ha deciso di concentrarsi sul comunismo e sulle sue implicazioni nella società.

    Il primo contatto con il comunismo, Silvio Berlusconi l’ha avuto a 12 anni, quando ha incontrato “un sacerdote russo scappato dalla cortina di ferro, venuto in Italia dai Salesiani che gli avevano assegnato due ore di religione nella mia classe“. Un religioso sui generis, secondo il Cavaliere, che parlava solo del comunismo. “Vedete ragazzi, ci diceva: il comunismo si è presentato come un’utopia, come un bene, si è presentato come la realizzazione in terra della Gerusalemme celeste“, ha proseguito l’ex premier, raccontando quello che il sacerdote spiegava alla sua classe. Il prete russo diceva ai ragazzi che in un primo tempo il comunismo si presenta come “la società dove non ci sono più lotte di classe, dove tutto è giusto, dove ciascuno dà, secondo le proprie capacità di lavoro e prende secondo i propri bisogni“.

    Un’utopia, appunto, che si riscontra anche in larga parte dei nostalgici e di chi crede che quell’impostazione della società possa essere funzionante. “Si guarda al comunismo come a un bene che non si è realizzato ma ancora come a un bene, nonostante i quasi 10 milioni di morti che ha provocato, nonostante che in tutti i Paesi dove il comunismo si è affermato, vi sia stata solo miseria, terrore e morte“, dice Silvio Berlusconi nel suo intervento video. E la visione di un “comunismo buono” permane ancora oggi, nonostante sia sotto gli occhi di tutti che “quasi 2 miliardi di persone vivano in regimi comunisti, dove non sono garantiti i diritti civili, dove non sono garantiti i diritti politici, dove chi è all’opposizione può scegliere solo tra il vivere in esilio o stare in carcere o addirittura al cimitero“.

    La sua manifestazione come “bene” ha esercitato un fascino perverso su molte persone ma, come spiega ancora Silvio Berlusconi, “è stata ed è ‘l’impresa’ più criminale e più disumana della storia dell’uomo“. E lo dimostra l’attuale Repubblica cinese “che costituisce per tutti noi una sfida pericolosa sul piano economico, politico e militare“. A fronte di questo, l’ex premier ha esortato l’Europa a unirsi in una politica estera comune “se vuole essere in grado di difendersi da eventuali attacchi futuri“, diventando “una potenza militare di livello mondiale“. Ed è in quest’ottica che il nuovo governo di centrodestra che potrebbe uscire dalle urne si muoverà a Bruxelles.


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