L’inflazione stronca i consumi. Arriva l'”aiutino” del governo

Ago 4, 2022

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I consumi iniziano a mostrare evidenti segnali di contrazione e il governo Draghi cerca di tamponare l’emergenza con il decreto Aiuti bis che dovrebbe essere varato oggi (o domani). L’inversione del ciclo macroeconomico, tuttavia, ha indotto Cgil e Uil a chiedere interventi più consistenti, mentre la Cisl, per ora, intende proseguire nel dialogo «sociale».

Ma andiamo con ordine. L’Istat ieri ha segnalato che le vendite al dettaglio a giugno sono calate dell’1,1% a valore e dell’1,8% a volume rispetto al mese precedente, mentre su base tendenziale sono aumentate dell’1,4% a valore e diminuite del 3,8% a volume. Insomma, la quantità degli acquisti si riduce ma il caro-prezzi ne incrementa il controvalore. Preoccupata Confcommercio. «Si addensano nubi sull’economia italiana», ha commentato l’associazione guidata da Carlo Sangalli aggiungendo che «le probabilità di una brusca frenata dell’attività nei mesi finali dell’anno sono in decisa crescita». Addirittura allarmate le associazioni dei consumatori che tornano a chiedere a gran voce un taglio o un azzeramento dell’Iva sui beni di prima necessità come, appunto, gli alimentari.

Il governo ha, tuttavia, scartato questa ipotesi poiché non aiuterebbe solamente i redditi bassi ma anche quelli più elevati. Ieri a Palazzo Chigi il ministro dell’Economia Daniele Franco e il sottosegretario Roberto Garofoli hanno incontrato prima i rappresentanti dei partiti (incluso Fdi che non è in maggioranza) e successivamente Cgil, Cisl e Uil. A entrambi sono state prospettate le linee di intervento ma le risposte sono state differenti. Se, in buona sostanza, il fronte politico ha promesso di limitare al minimo gli emendamenti per agevolare l’approvazione del decreto, il fronte sindacale è diviso al proprio interno.

Per comprendere meglio i motivi del malcontento occorre evidenziare quali siano i provvedimenti cardine del dl. In primo luogo, a partire dal mese di luglio vi sarà un ulteriore sconto contributivo dell’1% (valore di 786 milioni per il 2022, 831 nel 2023), portando il taglio totale del cuneo all’1,8 per cento. A partire da ottobre vi sarà un anticipo della rivalutazione delle pensioni (sempre fino a 35mila euro) pari al 2% in modo da recuperare parzialmente l’inflazione. Il costo stimato è di 2,4 miliardi. Secondo Maurizio Landini, segretario Cgil, «i benefici da qui a fine anno sono inferiori ai 200 euro di bonus una tantum, le risorse sono totalmente inadeguate». Il calcolo è giusto perché il taglio dell’1% del cuneo produce benefici tra 150 e 350 euro in un anno che ridotti ai sei mesi di vigenza determinano uno «sconto» compreso tra 75 e 175 euro. «Un’elemosina», ha chiosato il segretario Uil, Pierluigi Bombardieri. «Sono due misure che abbiamo chiesto vengano rafforzate; ci sono le condizioni per verificare ulteriori risorse da appostare», ha replicato Ignazio Ganga della segreteria Cisl. E proprio su questo punto è intervenuto il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, schierandosi con la Cgil e chiedendo di rendere il taglio del cuneo «più consistente, anche tornando ad agire sugli extra-profitti».

Per quanto riguarda il resto dei 14,3 miliardi stanziati per il decreto, 5 saranno utilizzati contro il caro-bollette nel quarto trimestre 2022, mentre 900 milioni prorogheranno al 20 settembre lo sconto di 30 centesimi sulle accise dei carburanti. Altri 3 miliardi andranno alla proroga del credito d’imposta per aiutare le imprese contro il caro-energia, mentre 100 milioni saranno usati per raddoppiare da 258 a 516 euro l’esenzione Irpef dei benefit aziendali.

Novità, infine, legata alle riforme per il Pnrr: nascerà la figura del «docente esperto» che guadagnerà 5.650 euro in più sotto forma «assegno annuale ad personam». Gli «esperti» non potranno essere più di 8mila (dal 2032-33) e saranno selezionati tra i docenti di ruolo oppurtunamente formati.


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