“Lo mettiamo nella Costituzione?”. La stoccata della Meloni al Pd

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Ultimi giri di lancette per la campagna elettorale 2022, che la settimana prossima si concluderà in attesa del voto del 25 settembre. Giorgia Meloni quest’oggi ha partecipato al convegno della confederazione Aepi, ribadendo tutti quei concetti che ha espresso fin dall’inizio di questa breve, ma intensa, campagna elettorale. I temi di questi ultimi giorni sono principalmente due: i presunti finanziamenti della Russia ai partiti e il caro energetico. Ed è proprio sul Paese di Vladimir Putin, che Giorgia Meloni punge il segretario del Partito democratico, sottolineando come Enrico Letta, al governo dal 2013 al 2014, fece “molti accordi con la Russia, ad esempio sul South Stream“.

Alleanze e disaccordi

E sempre a proposito di Russia, a proposito del dossier americano sui finanziamenti, Giorgia Meloni ha messo una volta e per tutte un punto alle illazioni: “Non condividerei mai chi dovesse prendere soldi da stranieri“. Ancora una volta, la leader di Fratelli d’Italia si è dovuta difendere dalle solite illazioni della sinistra, che hanno avvelenato una campagna elettorale condotta da Letta e dai kompagni con l’obiettivo di delegittimare gli avversari politici, piuttosto che con quello di promuovere i propri programmi. E le posizioni di Giorgia Meloni sono talmente discordanti, così come i modi, rispetto a quelle della sinistra e del segretario dem, che la leader di Fratelli d’Italia rifugge nettamente l’idea di un accordo di governo con il partito di Enrico Letta. E la riflessione che fa Giorgia Meloni la dice lunga su quella che è l’idea di molti, soprattutto nei Palazzi: “Sono dieci anni che dico mai con il Pd, mi fanno molto sorridere queste ricostruzioni per cui Fratelli d’Italia starebbe lavorando in segreto ad un governo con il Pd. Qui si parte dal presupposto che comunque vadano le elezioni il Pd deve governare, lo vogliamo mettere in Costituzione che il Pd deve stare al governo?“.

Sanzioni alla Russia

Ma Giorgia Meloni è ferma anche sulle sue posizioni in merito alla strategia da adottare nei confronti della Russia, che nel conflitto con l’Ucraina ha scelto di essere l’aggressore: “Non sono d’accordo con chi dice che non stanno funzionando. Sono lo strumento più efficace che abbiamo nell’attuale contesto, tutti quanti abbiamo letto i dati economici della Russia“. Quindi la leader di Fratelli d’Italia ha sottolineato che “noi non decidiamo l’esito della guerra in Ucraina, la Gran Bretagna da sola manda più armi di tuta l’Unione europea, quello che cambierebbe, se l’Italia si sfilasse, sarebbe l’atteggiamento verso di noi, perché saremmo considerati ‘L’Italia spaghetti e mandolino’ che quando arrivano le difficoltà volta le spalle“. E questa è la posizione del centrodestra, inserita anche nel programma e condivisa da tutti i leader.

Prezzo del gas

Sul prezzo del gas, invece, confermando la sua contrarietà a un altro scostamento di bilancio, Giorgia Meloni ha rimarcato un’idea che ha espresso in diverse altre occasioni: “Non possiamo continuare a trovare risorse per far fronte all’aumento delle bollette, perché qualcuno sta facendo soldi a palate, senza una ragione. Quindi bisogna lavorare al tetto al prezzo del gas“. Quindi, ha aggiunto: “Il prezzo del gas che sale non è dovuto alla Russia che ha aumentato il prezzo. Certo, la Russia ci ‘gioca’ aprendo e chiudendo i rubinetti. La ragione per cui il prezzo del gas sale è che ci sono grandi player nella Borsa di Amsterdam Ttf, che in base ad una valutazione soggettiva decidono di far salire il prezzo del gas. Se non riusciamo a mettere un tetto al prezzo del gas non ne usciamo“.


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