Lo spettro delle restrizioni più dure e quel pressing della Lega per scongiurarle 

Nov 25, 2021

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    Nel Consiglio dei ministri di ieri, la Lega di Matteo Salvini ha scongiurato alcune decisioni restrittive.

    Le cose, senza Lega, sarebbero potute andare in maniera molto diversa. Anzitutto più di qualcuno, in Cdm, ha fatto un tentativo che è tuttavia caduto nel vuoto: estendere le restrizioni previste entro la fine di gennaio. Sono stati proprio i leghisti a limitare il tutto al quindici dello stesso mese. Inoltre, in materia di certificato verde rafforzato, i salviniani hanno battagliato affinché l’obbligo non esistesse per coloro che hanno meno di dodici anni. Un altro punto andato a segno. Infine, la battaglia forse più sentita, ossia evitare le chiusure a prescindere quando i numeri relativi ai contagi ed alle ospedalizzazioni imporranno di nuovo le zone: altro elemento portato a casa.

    Vero è che al leader del Carroccio non piace affatto l’idea del super green pass all’interno della zona bianca. Fosse dipeso soltanto dai leghisti, almeno nel contesto della zona meno problematica tra quelle pensate per contenere e contrastare la pandemia, il super certificato verde non sarebbe stato previsto. Il convincimento dell’ex ministro dell’Interno è passato pure dal confronto con gli amministratori locali che, insieme ai governatori delle Regioni ed ai membri leghisti dell’esecutivo, hanno avuto modo di esprimere parecchie perplessità al leader leghista. Salvini, che già concordava di per sé rispetto ai dubbi esposti, ha preso atto dell’opinione dei suoi.

    L’ex ministro dell’Interno ha ascoltato le ragioni e le titubanze dei leghisti ma poi ha deciso che la Lega avrebbe preso parte al Cdm.

    Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, del resto, ha dichiarato quanto segue, così come ripercorso da Italpress: “Bene la decisione di non ricorrere alle chiusure indiscriminate nelle zone gialle e arancioni, garantendo così prospettive e opportunità di lavoro alle attività produttive, e di non introdurre il green pass obbligatorio per gli under 12”.

    Ma Fedriga ha anche ventilato dubbi sull’utilizzo del super green pass in zona bianca: “Esprimiamo però perplessità – ha aggiunto il governatore – per le restrizioni in zona bianca, ancorché limitate al 15 gennaio e dunque legate a una temporaneità che risulta rassicurante. Il lavoro della Lega a tutela della salute pubblica, della ripresa economica e della tenuta sociale del Paese sta evidentemente dando i suoi frutti”. Anche Fedriga, insomma, non conviene sull’utilizzo del super green pass quando di problemi statistici ce ne sono pochi o non ce ne sono. Ragionamenti simili sono stati fatti dal ministro Giancarlo Giorgetti e dal responsabile degli Enti locali Stefano Locatelli.

    Esiste inoltre un tema generale: i controlli. Il super green pass – come del resto il green pass – va controllato. E per i mezzi pubblici, a titolo esemplificativo, diviene difficile immaginare un sistema di controlli certosini. La situazione è già complessa e prevedere il super green pass pure in zona bianca può renderla ancora più difficile da districare. Comunque sia ed al netto delle titubanze esposte su alcune tematiche, la partecipazione leghista al Cdm di ieri è stata decisa proprio da Matteo Salvini.


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