‘L’occupazione russa di Chernobyl è stata pericolosa’

Apr 26, 2022

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    L’occupazione russa di Chernobyl all’inizio della guerra è stata “molto, molto pericolosa”. Il capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, racconta di un rischio ad oggi sventato ma ancora temuto e che per settimane ha lasciato mezzo mondo con il fiato sospeso. Ora la centrale e i suoi reattori sono tornati sotto controllo, i livelli di radioattività sono “normali”, è la rassicurazione che arriva nel giorno dell’anniversario del disastro nucleare impresso nella memoria di tutti. Il 26 aprile del 1986 i morti furono almeno 30, a cui seguirono migliaia di vittime negli anni a causa delle malattie legate all’incidente. Solo evocarlo ancora genera ansia e terrore e quando Mosca all’inizio della guerra con l’Ucraina ne prese il controllo scattò subito l’allarme rosso. Ora il pericolo appare rientrato, a pagare le conseguenze dell’occupazione restano i soldati russi: hanno scavato trincee a mani nude in un terreno altamente contaminato, respirato aria tossica e anche se saranno curati per molti di loro non c’è più scampo.

    Il mondo prova intanto a rafforzare il sistema di controllo per evitare il peggio. Fornire apparecchiature, compiere valutazioni radiologiche e ripristinare i sistemi di monitoraggio delle salvaguardie è l’obiettivo della missione che ha portato i vertici dell’agenzia internazionale al confine tra l’Ucraina e la Bielorussia. Si tratta di dare “assistenza” a Kiev, spiega l’organizzazione, e sperare che questo possa servire a mettere in campo una rete di sicurezza sufficiente a evitare falle nel sistema. Sono 15 i reattori operativi in Ucraina in quattro diverse centrali nucleari, tra cui quella di Zaporizhzhia. Ma proprio oggi due missili russi hanno volato a bassa quota sopra il sito di questa centrale: un rischio enorme perché se colpissero gli impianti si materializzerebbe una nuova “catastrofe nucleare”, avverte l’operatore che ha in gestione la struttura per conto del governo ucraino.


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