L’Orsetto Pooh come Gatsby, libero dal copyright

Gen 13, 2022

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    NEW YORK – L’Orsetto Pooh è finalmente libero come da un anno a questa parte “Il Grande Gatsby”: il popolarissimo protagonista dei racconti per l’infanzia di A.A. Milne è entrato nella sfera del pubblico dominio essendo stato creato nel 1926, così come un anno fa erano stati ‘liberati’ dai vincoli del diritto d’autore capolavori pubblicati nel 1925 tra cui il più celebre romanzo di Francis Scott Fitzgerald, “Foglie Secche” di Aldous Huxley e “Il Velo Dipinto” di W. Somerset Maugham. Tutto nasce dalla legge del Congresso che ha prorogato di vent’anni, da 75 a 95, il diritto di copyright e che quest’anno ha svincolato anche opere di Ernst Hemingway, Langston Hughes e Dorothy Parker, il romanzo originale di Felix Salten, “Bambi”, tanti classici del muto e canzoni di Broadway. Ribattezzata dagli scettici il “Mickey Mouse Protection Act”, la legge era stata approvata dietro pressioni della Disney per tenere sotto diritto d’autore fino al 2024 “Steamboat Willie”, il primo film con Topolino protagonista. E’ dunque un paradosso che stavolta sia proprio la Disney a farne le spese: Winnie the Pooh e gli altri personaggi del Bosco dei Cento Acri (il maialino Pimpi, l’asinello Ih-Ho, il gufo Uffa, il coniglio Tappo, la mamma canguro Kanga e il piccolo Ro) sono uno dei franchise più redditizi del colosso dei cartoni che nel 1961, dopo la morte di Milne, aveva acquistato i diritti cinematografici dando vita a una macchina miliardaria tra film, giocattoli e libri per bambini. Tigro resta ancora sotto tutela, ma per poco: la tigre saltellante fu introdotta nella raccolta di racconti del 1928 “The House at Pooh Corner”.

    Il terremoto è annuale e con profonde conseguenze, perché permette, tra l’altro, di leggere le opere svincolate liberamente su piattaforme web come Google Books, ma anche di dar vita a nuove versioni senza pagare diritti e senza che i nuovi autori diventino bersaglio di cause legali. Come per Gatsby un anno fa, d’ora in poi anche per Pooh scrittori e studi potranno liberamente sbizzarrirsi sulle avventure dell’orsetto antropomorfo e degli altri amici del bambino Christopher Roberts. Basterà non usare le modifiche introdotte successivamente al personaggio, ad esempio il maglioncino rosso indossato da Pooh a partire dagli anni Trenta: quella versione è ancora protetta da copyright. A dispetto della concorrenza paludata – tra i titoli ‘liberati’ ci sono “Il Sole Sorge Ancora” di Hemingway e “Enough Rope” della Parker – è stata la liberazione di Pooh a generare più interesse da parte del pubblico. “Tutti ricordano quando hanno letto un racconto per la prima volta o quando l’hanno letto ai propri figli”, ha detto Jennifer Jenkins, del Center for the Study of the Public Domain della Duke University parlando di un “effetto Ted Lasso”: una finestra su un mondo in cui persone e animali si comportano con rispetto l’uno per l’altro.


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