L’ultima giravolta del M5S: “Sì al due per mille”

Nov 25, 2021

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    Finisce l’ennesima battaglia di principio per un MoVimento 5 Stelle che è ormai un partito come tutti gli altri e che ha perso ogni velleità di rappresentare l’anti-politica: l’assemblea dei gruppi grillini ha deciso di prendere parte al meccanismo del due per mille, derogando all’ennesima impostazione del passato.

    Tutti concordi o quasi – dunque – sull’utilizzo di fondi che prima non erano previsti per l’emisfero pentastellato, per quanto qualche voce contrariata o preoccupata abbia fatto capolino.

    Tra le questioni aperte per la “riorganizzazione” targata Giuseppe Conte c’è – come abbiamo raccontato in più circostanze – quella dei soldi per l’attività politica. Parecchi parlamentari stanno premendo affinché l’ex premier giallorosso e gialloverde sblocchi l’agognato “tesoretto” su cui, però, non emergono grandi novità. Si tratterebbe di circa 8 milioni di euro accumulati negli anni che buona parte dei deputati e senatori vorrebbe mettere su piazza al fine di coprire le spese che la politica richiede. La democrazia ha un costo e persino gli ex anti-sistema se ne sono accorti. E il medesimo discorso varrà – da quel che si è capito – per il due per mille, che intanto potrebbe fare da tampone.

    Stando a quanto riportato dall’Adnkronos, sul punto c’è stata una convergenza quasi totale. La novità, però, dovrebbe passare da un ulteriore giro di boa: “Ho un po’ di perplessità, abbiamo fatto una battaglia sul 2xMille, abbiamo sempre detto di no. Chiedo di mettere anche questo in votazione sulla piattaforma”, ha fatto presente la senatrice Laura Bottici. E, da quel che si apprende, la richiesta di voto dovrebbe essere stata avallata. Pure se il tempo corre, come sottolineato da un altro parlamentare, cioè da Claudio Cominardi: “Il 30 novembre c’è la scadenza entro la quale possiamo chiedere i benefici, bisogna decidere presto”, ha avvertito il tesoriere grillino. La sensazione è che i pentastellati stiano elaborando la cosa e che l’adesione stia per essere ufficializzata.

    Il senatore Danilo Toninelli è contrario: “ll M5S diventa un partito e prende i soldi dei cittadini, la confezioneranno come la fine del Movimento”. In realtà, i grillini hanno già abdicato rispetto alla loro natura originaria, ma certo questo del due per mille è un altro passo avanti verso la normalizzazione partitica, mentre la contraddizione in termini si era già palesata sul sistema delle alleanze, giusto per fare l’esempio più banale. Ma anche coloro che sono usciti dal MoVimento 5 Stelle non vedono poi così male questo passaggio.

    L’onorevole Rosa Menga, sentita in merito da IlGiornale.it, non esita a criticare l’andazzo, dichiara che “non mi sembra certo questa la battaglia di principio su cui il MoVimento 5 Stelle non doveva arretrare. Io sarei a favore – sostiene la parlamentare che ora siede al gruppo Misto – , non mi sembra nulla di diverso dal contributo liberale che abbiamo sempre chiesto ai sostenitori ed agli iscritti”. Pure chi non prende più parte alle assemblee – ci sembra di capire – tende a non farne un dramma. Ma forse è stato l’ingresso nei cosiddetti “palazzi” a far cambiare idea più o meno a tutto l’emisfero grillino. La Menga spiega: “In alternativa a questo, per mantenere in piedi l’assetto di un’organizzazione politica, ci sono i finanziamenti da parte delle lobbies, e trovo che questa soluzione sarebbe sì un problema di principio, invece”.

    Grillini e post grillini si sono accorti che c’è un problema di finanziamento pubblico ai partiti? Sembrerebbe proprio di sì. Con tanti cari saluti alle “piazze del vaffa” ed ai messaggi lanciati in materia di fondi e politica.


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