L’ultimatum del M5S a Di Maio: “Irrispettoso, stop frasi lesive”

Giu 20, 2022

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    Alla fine l’espulsione non c’è stata, ma al termine del Consiglio nazionale del Movimento 5 Stelle è stata partorita una nota durissima contro Luigi Di Maio. La pubblicazione del documento è tardata per alcune frizioni sui toni della accuse, che però non hanno concesso sconti sul piano verbale e si sono rivelate essere assai pesanti. Il che suona come una sorta di ultimatum nei confronti del ministro degli Esteri, invitato a calibrare il peso delle parole all’indirizzo del M5S.

    L’ultimatum a Di Maio

    Il Consiglio nazionale ritiene che le recenti dichiarazioni del titolare della Farnesina “distorcono le chiare posizioni” del Movimento. Nel mirino sono finite le tesi secondo cui i 5 Stelle vorrebbero un disallineamento del nostro Paese rispetto all’Alleanza euro-atlantica e rispetto all’Unione europea. Uscite che sono state bollate come “inveritiere e irrispettose della linea di politica estera“.

    Di Maio aveva sottolineato l’allarme per la sicurezza nazionale dovuto al clima di incertezza e di instabilità che potrebbe crearsi. Dichiarazioni che però il Consiglio nazionale del M5S giudica “suscettibili di gettare grave discredito sull’intera comunità politica del M5S, senza fondamento alcuno“. I grillini hanno infatti ribadito il sostegno all’appartenenza euro-atlantica dell’Italia.

    Non è mancata una stoccata finale verso Di Maio, a cui è stato chiesto di moderare il tono delle accuse rivolte al Movimento e al nuovo corso targato Giuseppe Conte: il Consiglio nazionale confida che si ponga fine a “queste esternazioni lesive dell’immagine e della credibilità dell’azione politica del Movimento 5 Stelle“. Cosa accadrebbe in caso contrario non viene specificato. Dal ministro degli Esteri c’è da aspettarsi una replica al veleno o un tentativo di mediazione con l’avvocato?

    La linea sulla guerra

    Nella nota del M5S viene tracciata anche la linea in vista delle comunicazioni del premier Mario Draghi in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno. Il Consiglio nazionale grillino auspica che i gruppi di maggioranza convengano sulla necessità di una descalation militare e “di un più pieno e costante coinvolgimento del Parlamento” per quanto riguarda le linee di indirizzo politico che il governo italiano dovrà adottare “nei più rilevanti consessi europei e internazionali“.

    In tale ambito rientra pure l’eventuale decisione di inviare a livello bilaterale nuove forniture militari. Non viene esplicitamente chiesto lo stop all’invio di altre armi all’Ucrania, ma le proposte si muovono su due piani. Innanzitutto si ritiene “assolutamente opportuno” che l’Italia, dopo aver già inviato varie forniture di armamenti, “concentri adesso i suoi sforzi sul piano diplomatico“.

    Inoltre si giudica necessario un confronto in Parlamento tra le varie forze politiche “con la possibilità di pervenire a un atto di indirizzo del Parlamento che possa contribuire a rafforzare l’azione politica del governo in tutti i consessi internazionali e a perseguire un indirizzo ampiamente condiviso dal governo e dal Parlamento“.


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