L’ultimo regalo Rai: la fiction con Fiorello

Ott 2, 2021

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    «Realizzeremo una fiction che racconta la storia di Mimmo Lucano, sindaco di Riace. Stiamo lavorando alla scrittura». È il maggio 2017 quando il direttore di Rai Fiction, Elisabetta Andreatta (oggi a Netflix) annuncia la nuova idea della Rai, raccontare sotto forma di miniserie tv la storia di Mimmo Lucano, all’epoca già celebratissimo a sinistra quale «precursore dell’accoglienza e dell’inclusione», come scrisse Laura Boldrini, festeggiando l’inserimento di Lucano tra i 50 big mondiali di Fortune. Al governo c’era il Pd, premier Gentiloni, a presiedere la Camera appunto Laura Boldrini, a guidare la Rai ancora per pochissimo, Alessandro Campo Dall’Orto, nominato sempre dal Pd (ma quello di Renzi). È in quel contesto che Rai Fiction decide di investire sull’idea venuta una notte a Beppe Fiorello (nel tondo sul set con Lucano) e coprodurre la fiction «Tutto il mondo è paese». Mai andata in onda, perché di lì a poco sarebbero cominciati i guai giudiziari del sindaco dell’accoglienza, un processo finito l’altro giorno con la condanna per associazione a delinquere, falso in atto pubblico e in certificato, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, abuso d’ufficio e peculato. La Rai aveva congelato la serie già quando Lucano era solo indagato, ora dopo la condanna la serie resterà nei cassetti di Viale Mazzini ancora più a lungo. «La Rai non la manderà in onda finchè non ci sarà una sentenza definitiva» di assoluzione, fanno sapere informalmente dalla tv di Stato, che ha già dovuto respingere nei mesi scorsi le illazioni dell’ex sindaco Pd sulle motivazioni della mancata messa in onda della fiction su di lui. «Non escludo che la ‘ndrangheta l’abbia bloccata» ha detto Lucano intervistato da Klaus Davi. Un’accusa gravissima che la Rai ha dovuto respingere «con sdegno e fermezza» in una nota ufficiale. Lucano è convinto di essere vittima di ombre poco chiare, un «magistrato molto importante» e «un politico di razza», che gli avrebbero giurato vendetta per la troppa fama, «soprattutto quando la Rai ha voluto realizzare la fiction su Riace con Beppe Fiorello protagonista. Lì è scattato qualcosa che è alla base delle mie sventure giudiziarie» dice Lucano. Ma quanto è costata la fiction alla Rai? Daniela Santanchè (Fdi) cita una cifra, 1,6 milioni di euro. Gasparri annuncia che chiederà conto ai vertici Rai nella prossima audizione della Vigilanza. Da Viale Mazzini non confermano né smentiscono le cifre, ma ritengono si possa trattare della cifra complessiva per la produzione, non tutta a spese Rai. Magra consolazione.


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