Malagò come Onesti, elezioni Coni a Milano 75anni dopo

A distanza di 75 anni dal Consiglio nazionale elettivo del 1946, Giovanni Malagò ripercorre le tracce di Giulio Onesti e porta la prossima Assemblea elettiva del Comitato olimpico nazionale italiano nello stesso club di Milano dove il suo illustre predecessore fece svolgere il primo voto del dopoguerra. Quel circolo si chiamava e si chiama ancora Tennis Club Alberto Bonacossa, in onore di uno dei primissimi membri italiani del Cio, grande artefice della candidatura di Cortina ai Giochi Olimpici Invernali, quelli non disputati a causa della guerra del 1944 e quelli invece andati in scena nel 1956. Un luogo simbolico anche in virtù della candidatura alle Olimpiadi invernali vinta dall’Italia proprio con Milano-Cortina 2026.

Malagò se la vedrà con la candidata Antonella Bellutti, la data è il 13 maggio 2021 “nello stesso club in cui 75 anni fa Onesti diede il via alla ricostruzione del Coni che tutti ancora oggi ci invidiano, quel Coni che oggi sto cercando di difendere”, ha detto Malagò. Come allora, in cui Onesti portò il Coni lontano da Roma e dalla politica, anche oggi appare simbolica la scelta in un momento in cui il Comitato olimpico vive l’apice della battaglia in difesa della sua autonomia. Tema che è sempre stato caro al Cio: “C’è una nuova lettera del presidente Bach al Premier – ha rivelato Malagò – in cui è stato sottolineato che sono state disattese tutte le promesse che Conte fece e oggi a queste premesse siamo arrivati in riserva più completa. L’agenda politica è nebulosa e ve lo dico, la sorte è tracciata: senza una legge non c’è nessuna possibilità che non entriamo in una sanzione internazionale”.

Alla luce di questo, il capo dello sport italiano, rivolgendosi al Consiglio nazionale ha annunciato: “Il premier Conte mi ha ricevuto la scorsa settimana, è molto preoccupato perché sa dell’impegno del governo con Bach. C’è una corrispondenza molto dettagliata tra loro e Bach, non so come finirà ma tutti sanno tutto. Se non evitiamo le sanzioni del Cio scordatevi la credibilità che abbiamo. Questo è un danno di immagine clamoroso che ci trascineremo per generazioni”. Tra i più duri negli interventi, spicca l’ex presidente del Coni e attuale n.1 Fip Gianni Petrucci: “Spadafora – ha detto – non è il padrone dello sport. Lui ha la vigilanza sul Coni, le leggi non sono cambiate e noi dobbiamo seguire le leggi, non gli indirizzi. Oggi c’è grande caos, confusione e impreparazione, questa non è una riforma dello sport ma un’occupazione”. Secondo Malagò le possibilità di intervenire si riducono alla legge di Bilancio, oppure il Milleproroghe o un altro tipo di decreto ma “se non succede niente la situazione la vedo dura”.

In merito alle elezioni in vista del prossimo quadriennio olimpico, Malagò ha annunciato novità riguardo le quote rosa sulla ripartizione di Consiglio e Giunta nazionale: “In Giunta, salvo il presidente e i membri del Cio, su 13 membri dovranno esserci almeno quattro donne. Una sarà sicuramente un’atleta, le altre devono essere individuate nella altre categorie, quindi tra i tecnici, i rappresentanti del territorio, gli enti di promozione sportiva e nella categoria dei presidenti/dirigenti. Sui 28 eletti nel prossimo Consiglio invece, dovranno esserci almeno 10 donne”.
   


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