Malata sclerosi, Mario ora è libero

Nov 23, 2021

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    (ANSA) – PERUGIA, 23 NOV – “La realtà è che tutti vorremmo
    vivere, bene. Poi però arrivi a un punto in cui la malattia non
    te lo permette più. All’inizio ho provato una grande tristezza
    ma poi ho realizzato che Mario adesso è libero…”: Laura Santi,
    46 anni, giornalista di Perugia malata di sclerosi multipla
    grave, commenta così la notizia che il comitato etico dell’Asl
    delle Marche ha attestato che Mario (nome di fantasia di un
    tetraplegico immobilizzato a letto da dieci anni) possiede i
    requisiti per l’accesso legale al suicidio assistito. Lo fa
    parlando con l’ANSA.
        Laura è impegnata con l’associazione Luca Coscioni per la
    quale è ora anche nel Consiglio generale. “Spero di non dover
    mai arrivare a pensare al suicidio assistito – afferma – e ogni
    mattina appena sveglia mi dico ‘Laura, datti da fare, tieniti
    stretta la vita e l’amore di tuo marito’. Non voglio arrivare a
    quello ma la mia malattia peggiora e voglio essere libera di
    decidere della mia fine. Sapere di avere la possibilità di farlo
    ci aiuterebbe a vivere meglio”.
        “Mario ha sofferto per mesi – ricorda ancora Laura,
    spiegando di avere seguito passo passo la vicenda – perché
    qualcuno non ha applicato una sentenza della Corte
    costituzionale. Nessuno si è preso le responsabilità che
    doveva”.
        Nel caso del suicidio assistito per Laura Santi “bisogna
    dare protezione e tutela al paziente ma anche al medico”.
        “Bisogna tradurre in una legge – conclude – le sentenze Fabo e
    Cappato”.
        “C’è poi il referendum – sottolinea Laura Santi – e con
    l’associazione Coscioni facciamo un passo oltre. Chiediamo
    infatti una legge che non solo depenalizzi l’aiuto a morire ma
    anche l’eutanasia attiva per chi non è in grado di
    somministrarsi il farmaco. Per noi – conclude – questa è una
    legge per la vita e non per la morte”. (ANSA).
       


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