Manovra: la Cgil chiede un confronto ‘per modifiche sostanziali’

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Una legge di Bilancio “sbagliata. Il governo non ci ha ascoltato. Nei prossimi giorni chiederemo un confronto con tutte le forze politiche e richiederemo al Governo
ed al Parlamento modifiche sostanziali. Valuteremo e proporremo a Cisl e Uil tutte le iniziative di mobilitazione necessarie”. E’ quanto scrive in una nota la segreteria nazionale della Cgil sulla manovra.

La bozza di legge di Bilancio, rimarca la segreteria della Cgil, “colpevolizza e colpisce i più poveri, accresce anziché contrastare la precarietà, non riduce il divario di genere, premia gli evasori e, con la flat tax, aumenta l’iniquità del sistema fiscale, non interviene strutturalmente sulla pandemia salariale che sta impoverendo tutte le persone che per vivere devono poter lavorare dignitosamente, riduce di fatto le risorse necessarie per sostenere la sanità, la scuola ed il trasporto pubblico, non stanzia adeguate risorse per i rinnovi contrattuali dei pubblici dipendenti, mortificando il ruolo del lavoro pubblico, non modifica la legge Fornero e cambia senza alcun confronto
preventivo il meccanismo di indicizzazione delle pensioni in essere”.

In particolare, sulle pensioni “ci si inventa un’ulteriore quota (stavolta quota 103), si peggiora Opzione donna, non si allarga l’Ape sociale e non si modifica in nulla la legge
Fornero”. Inoltre, sottolinea il sindacato guidato da Maurizio Landini, “senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali, si interviene sul meccanismo di indicizzazione delle pensioni in essere tagliando così la loro rivalutazione rispetto all’inflazione per destinare 3,5 miliardi così recuperati in favore del lavoro autonomo e per finanziare interventi che aumentano le disuguaglianze”.

Negativo il giudizio anche sull’intervento sul Reddito di cittadinanza: “In un Paese in cui le persone in povertà assoluta sono cresciute oltre i 5 milioni, il governo non trova di meglio, per far cassa, che annunciare il superamento del Reddito di cittadinanza dal 2024, con una serie di inaccettabili penalizzazioni già nel 2023”.


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