“Mario Draghi resti a Palazzo Chigi ben oltre il 2023”

Nov 21, 2021

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    Luciano Nobili, deputato d’Italia Viva, è reduce da una Leopolda particolare, con il renzismo sotto attacco e l’allarme lanciato dal leader, che ha svelato come alcune forze politiche guardino al voto anticipato nel 2022. Nobili rivendica la centralità della Leopolda: un luogo – dice – in cui non si domanda “da dove vieni”, bensì “dove vuoi andare”. Un’occasione di partecipazione politica – insiste – dove le proposte vengono tramutate in fatti, come nell’ultimo caso dell’assegno unico voluto dal ministro Elena Bonetti che era stato ventilato proprio nell’ultima edizione della kermesse renziana. Le prossime settimane, però, saranno soprattutto quelle degli incastri istituzionali, con il destino di questo esecutivo, dunque di Mario Draghi, che sembra tutto da scrivere. Anche se per Italia Viva la questione sarebbe già risolta: Draghi dovrebbe restare lì dov’è – sostiene Nobili – .

    Onorevole Nobili, il renzismo cambia ma la Leopolda rimane…

    “Non ci vedevamo da due anni a causa della pandemia. L’entusiasmo è stato travolgente, come dimostrato dalle file chilometriche. Ogni anno dicono: “Vedete quest’anno sarà un flop…”. E invece, ogni anno, è commovente vedere il numero di persone che prendono parte alla Leopolda, che è ormai un appuntamento centrale per la politica nazionale. Abbiamo vissuto tante fasi. Da un paio d’anni, non è più la Leopolda della società civile, ma la Leopolda d’Italia Viva. Un accampamento di riformisti, una nave leggera di donne e uomini che non vogliono rassegnarsi né ai sovranisti né ai populisti. Una nave che, per quanto leggera, continua a orientare le sorti di questo Paese. Il bello della Leopolda è che è un grande spazio di libertà, dove le idee vengono messe in comune. Non chiediamo a nessuno “da dove vieni”, ma “dove vuoi andare””.

    Chi vi attacca proviene dal centrosinistra o è giustizialista. Che restate a fare in quel perimetro?

    “É vero: tanti di quelli che ci attaccano o che non ci difendono provengono da esperienze di centrosinistra. Ma sono difensori di un’esperienza politica fallita. Ora come ora, penso alla vergognosa vicenda attorno ad Open ed all’accanimento che ha accompagnato l’azione di Matteo Renzi. Noi siamo gli avversari dei sovranisti e dei populisti. Quando, nella sinistra, si perdono le proprie ragioni, che non sono certo quelle del giustizialismo e del populismo, e si sceglie solo la propaganda, come nel caso del Ddl Zan per cui il Pd ha chiuso ad ogni dialogo, succede questo. Dal mio punto di vista, c’è un incontro innaturale tra il Partito Democratico ed i populisti del MoVimento 5 Stelle. Chi vuole consegnare i Dem italiani ai grillini ci vede come fumo negli occhi. É normale: noi siamo quelli che hanno permesso a questo Paese di lasciarsi alle spalle Giuseppe Conte ed il suo spadroneggiare in Rai, lo strapotere di Rocco Casalino, i banchi a rotelle, le primule di Arcuri, la riforma della prescizione di Bonafede, i misteri sulla gestione del Covid per cui noi chiediamo una commissione d’inchiesta… . Dunque, chi ha nostalgia di quella esperienza ci attacca. Come chi mette il giustizialismo, che è una barbarie, ed il garantismo sullo stesso piano. Gli stessi che hanno difeso senza colpo ferire la riforma Bonafede, il ministro che sostiene che gli innocenti in Italia non vadano in carcere. Le cronache raccontano invece di circa 1000 casi ogni anno. Persone che non fanno notizia, ma che hanno le vite rovinate”.

    Quindi qual è il vostro perimetro?

    “Noi siamo di centrosinistra. Non siamo di certo di destra. Ci sono le riforme di governo di Renzi a dimostrarlo. Ma il nostro perimetro è quello dell’agenda Draghi, che oggi coinvolge e convince un’ampia maggioranza d’italiani che deve trovare un’adeguata rappresentanza politica. Io mi sento più a mio agio con alcune prese di posizione di Fedriga rispetto ad alcune cose che dice Giuseppe Provenzano. Come mi trovo più a mio agio con alcune che cose che dice Beppe Sala rispetto a quelle che dicono Giorgia Meloni o Matteo Salvini. Noi dobbiamo mettere ai margini di questo Paese sovranisti e populisti, costruendo uno spazio politico centrale e ampio. Saremmo ben lieti se il Partito Democratico si destasse da questo ipnosi che sta vivendo, nell’abbraccio con il MoVimento 5 Stelle. Nel frattempo, noi continuiamo a costruire questo cantiere che è ben più largo d’Italia Viva e che è stato reso possibile solo dal coraggio d’Iv, che non è unico orizzonete di questa prospettiva ma che è chi questa prospettiva l’ha aperta”.

    Volete fare Renew Europe anche in italia, in pratica…

    “Renew Europe è una bellissima esperienza maturata in Europa al fianco di Emmanuel Macron e di altri gruppi politici con i quali siamo stati sempre in contatto. Siamo orgogliosi di aver dato vita a questa esperienza e siamo orgogliosi di aver spalancato le porte a Carlo Calenda. Certo, Renew Europe è un punto di riferimento e d’ispirazione e se la politica italiana riproducesse alcuni schemi europei sarebbe un bene per tutti. Penso ad un centrodestra che in Europa è profondamente diviso, con una Forza Italia che ha convintamente sostenuto il Recovery Plan ed una destra con dei Salvini e dei Meloni diversamente organizzati che compongono gruppi euroscettici o gruppi anti-europeisti. E con questi ultimi non possiamo avere nulla a che fare. Dall’altra parte, c’è il Pd che apre le porte del gruppo del gruppo dei Socialisti e dei Democratici al MoVimento 5 Stelle, umiliando la storia dei democratici e dei progressisti europei. In questo senso Renew può essere un riferimento, ma noi abbiamo bisogno di una ricetta tutta italiana legata all’esperienza del governo Draghi”.

    Come la vede sulla legge elettorale? Voi siete per il proporzionale?

    “Il nostro modello di riferimento è il sistema dei sindaci, che garantisce chiarezza e stabilità, oltre alla possibilità di capire la sera stessa delle elezioni chi governerà. Dopodiché, il nostro modello istituzionale l’abbiamo costruito con il referendum che è stato bocciato dagli italiani. Ha prevalso un’altra linea, purtroppo. Per quanto quel cambiamento sarebbe servito davvero al Paese. Io auspico una legge elettorale che possa dare spazio a questa prospettiva politica: mettere insieme i simili, perché chi la pensa allo stesso modo su governo e riforme del Paese deve poter stare insieme. E mi riferisco a chi la pensa così nel Pd, in Azione ed in Forza Italia. D’altronde il centrodestra è spaccatissimo, oltre che diviso e non ha un candidato premier: i tre partiti andranno alle elezioni separatamente e competendo per chi prende più voti. Dall’altro, il cosiddetto “campo largo” proposto da Letta è in realtà un campo stretto stretto, con il Partito Democratico infilato tra Conte e Casalino. Non capisco di quale bipolarismo si possa parlare. Questo è un bipopulismo semmai. Vedremo se ci saranno gli spazi per una nuova legge elettorale. Non avremmo preclusione nei confronti di una legge elettorale di tipo proporzionale, ma prima serve la prospettiva politica che va costruita a prescindere dalla legge elettorale”.

    Draghi, per voi d’Italia Viva, deve restare dove sta…

    “Draghi è un fuoriclasse. Siamo contenti che stia a Palazzo Chigi e ce lo lasceremmo il più a lungo possibile, ben oltre il 2023. Speriamo che ci siano le condizioni. Anche perché il Pnrr ha numerose scadenze e dura sino al 2026. Per l’Italia è un’occasione irripetibile di cui si parla troppo poco. La politica, in questo momento, si divide sul Green Pass, invece di dividersi sull’utilizzo di quelle risorse che sono cruciali per la ripresa del Paese, lasciarci alle spalle i danni della pandemia e ricostruire i nostri fondamentali. Non dobbiamo avere nostalgia dell’Italia prima della pandemia. Si pensi al debito pubblico, a titolo esemplficativo. Oggi abbiamo l’occasione di rivedere i fondamentali del nostro sistema Paese. E tutto questo si fa molto meglio con Mario Draghi a Palazzo Chigi. Draghi però è un fuoriclasse: ovunque giochi, giocherà benissimo. L’importante è che giochi con la maglietta della nazionale. Siamo orgogliosi perché la maglietta della nazionale gliela abbiamo messa noi, mando Conte a farsi la doccia negli spogliatoi. Speriamo che Draghi resti a lungo”.

    Sareste favorevoli o contrari ad un Mattarella bis?

    “Mi sembra persino irrispettosso parlarne. Il presidente Sergio Mattarella è un profilo eccezionale. Ricordiamoci dei meriti di Matteo Renzi di sette anni fa. La prossima scelta andrà fatta allo stesso modo. Italia Viva sarà decisiva in questa partita, come in tutte le partite di questa legislatura. Non credo che il nostro essere decisivi si tradurrà in un pacchetto di voti a sostegno del candidato di centrosinistra o di centrodestra. Non credo in un candidato presidente della Repubblica eletto da una parte contro l’altra. Ma credo proprio nello spirito di una candidatura come quella di Sergio Mattarella, che ha saputo essere un presidente di tutti. Si dovrebbe vergognare chi, due anni fa, proponeva la procedura d’impeachment. Tra le tante colpe del MoVimento 5 Stelle, c’è anche questa. Credo che serva un presidente di questo tipo che garantisca sette anni di terzietà e di capacità d’incarnare l’unità del Paese. E credo che saremo decisivi perché a gennaio saremo in grado d’indirizzare la scelta verso un profilo che unisce e non che divide”.


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