Matrix Resurrections, un ritorno tra nostalgia e tradizione

Dic 30, 2021

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Quando si tratta di MATRIX RESURRECTIONS, quarto episodio della saga, la critica, in genere tiepida nell’usare un certo armamentario terminologico, mette mano alla metafisica e non si preoccupa troppo di citare Jean Baudrillard, luddismo, metaverso e soprattutto transizione (mancano all’appello buddismo ed iniziazione). Eppure, se si guarda bene, in questo ennesimo episodio, inevitabilmente nostalgico e forse anche troppo cerebrale, pesa anche un altro elemento non da poco: l’elaborazione del lutto. Di fatto, in sala dal 1 gennaio con Warner Bros Pictures, arriva il quarto capitolo della saga cinematografica di fantascienza interrotta quasi vent’anni fa, nel 2003, con l’ultimo episodio della trilogia a firma delle sorelle Lana e Lilly Wachowski, a quei tempi ancora i fratelli Larry e Andy. Dopo una cosa non da poco come la transizione transgender e un lutto, come mai è la sola Lana a dirigere il nuovo film con protagonisti sempre Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss, alias Neo e Trinity? Lei lo spiega così: “Mio padre è morto, dopo poco è morto anche un mio amico e subito dopo mia madre. Non sapevo davvero come elaborare quel tipo di dolore – dice la regista – .
Non l’avevo mai sperimentato così da vicino, sapevo che le loro vite stavano per finire, eppure è stato davvero difficile. Non potevo avere indietro mia madre e mio padre, ma all’improvviso ho pensato a Neo e Trinity, probabilmente i due personaggi più importanti della mia vita. È stato davvero confortante far rivivere questi due personaggi. È quello che fa l’arte ed è quello che fanno le storie: ci confortano”.
Tornando a MATRIX RESURRECTIONS l’interrogativo è sempre lo stesso ed è antico: la realtà in cui vivo è una illusione che mi confonde e nasconde quella vera? Per uscire da questo dilemma, il game designer di fama mondiale Thomas Anderson/Neo dovrà scegliere di seguire ancora una volta il Bianconiglio. L’eletto insomma dovrà capire ancora una volta quale strada percorrere e quale pillola ingerire: blu o rossa? Ma questa volta cercherà anche di ritrovare l’amore della sua vita, l’iconica guerriera Trinity che ora è Tiffany, moglie e madre di tre figli con la passione per le moto. In MATRIX RESURRECTIONS tornano poi anche Morpheus, stavolta interpretato da Yahya Abdul-Mateen II (e non più da Laurence Fishburne) da sempre guida per Neo, e Niobe, con il volto di Jada Pinkett Smith, agguerrita Generale che ora si occupa del benessere del suo popolo nonostante la diffidenza verso Neo. Tra le new entry, invece, Jessica Henwick nei panni dell’hacker Bugs, il Bianconiglio alla ricerca dell’eletto, mentre Jonathan Groff è Smith, lo scaltro socio in affari di Anderson, e Neil Patrick Harris è l’Analista, il terapista di Thomas. In un’intervista rilasciata a Entertainment Weekly, Reeves ha spiegato che cosa lo abbia spinto a far parte di questo nuovo capitolo del franchise. “Quando Lana Wachowski mi ha contattato, mi ha spiegato diavere in mente una storia incentrata sui personaggi di Neo e Trinity – ha detto l’attore, 57 anni, che è rimasto “sconvolto” dopo la visione del film – Mi è sembrato davvero eccitante. In pratica a Neo viene fornita una seconda opportunità nella vita. Qualcosa che accade anche all’unica persona che abbia mai davvero amato. La profondità alla base del motivo per il quale questa pellicola è stata realizzata è proprio il suo essere una storia d’amore”.
La critica Usa, comunque, ha accolto tiepidamente il film.
Chi lo attaccato lo ha fatto, come nel caso della CNN, dicendo che è troppo complicato e alla fine deludente, altri hanno parlato di “autoreferenzialità”. Di parere opposto, invece, The Hollywood Reporter, Variety e Indiewire che hanno definito MATRIX RESURRECTIONS all’altezza del primo, un film che non aggiunge molto, ma comunque non riesce a rovinare quanto fatto in passato.


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