Mattarella prepara i saluti: un bis? Soltanto fantasie

Dic 31, 2021

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    Roma. Siamo ai saluti finali. Sì, c’è ancora una nuvola, la paura che il Covid condizioni il voto per il nuovo presidente della Repubblica, falcidiando i grandi elettori e alterando il quorum; e infatti qualcuno pensa già a congelare l’assetto istituzionale, bloccando Mattarella e Draghi nei loro incarichi almeno finché non passa la quarta ondata. Ma al momento queste ipotesi sono considerate «solo fantasie». Sul Colle infatti la decisione è presa e stasera, mentre saranno alle prese con il cenone, Sergio Mattarella entrerà in diretta tv nelle case degli italiani e si congederà con un discorso «breve e sentito», con un appello ai partiti perché mantengano «un atteggiamento costruttivo» e, come ha detto dieci giorni fa, continuino a «privilegiare il lavoro comune per l’interesse nazionale»: non possiamo buttare via tutto, c’è il Piano di rinascita da «attuare», ci sono i miliardi europei da spendere bene per modernizzare il Paese. Secondo il capo dello Stato il patto politico che ha fatto nascere il governo Draghi deve proseguire, i buoni risultati nelle vaccinazioni e nella ripresa economica vanno consolidati.

    Ma il cuore del discorso di Capodanno sarà dedicato alla gente. Le famiglie, i giovani, i medici e infermieri, gli anziani che si sono messi in fila davanti a centri della Croce Rossa. Il presidente li ringrazierà per i sacrifici sopportati nell’anno che finisce, una «prova di responsabilità» che ci ha fatto reagire con energia al virus «alzando il livello di protezione»: siamo un grande popolo che dà il meglio quando si trova in difficoltà, dobbiamo aver fiducia nelle nostre possibilità. Un 2021 a due facce, il dolore e la speranza, un anno che ha fatto emergere qualità inespresse e talenti nascosti.

    E ora bisogna proseguire, senza abbandonare il senso civico con cui stiamo combattendo la pandemia. E senza perdere la fiducia nella scienza. Il novanta per cento di italiani vaccinati è un ottimo segno, anche se i no vax sono ancora troppi e, come Mattarella ha spiegato in una recente uscita pubblica, troppo ascoltati dai media. Occorre prudenza, la quarta ondata sta rialzando il numeri dei contagi, però ora siamo dotati di strumenti adeguati per fronteggiare il virus.

    Per la prima volta il messaggio di Capodanno coincide con il termine del mandato. Sette anni tempestosi, con cinque governi diversi e una girandola di maggioranze talvolta stravaganti. Poi la pandemia, Basta. Il capo dello Stato ha dichiarato una decina di volte di non considerare un reincarico e ha motivato la scelta con profonde ragioni costituzionali, che si possono sintetizzare così: sette anni sono già troppi, 14 sarebbero una quasi monarchia oltre che uno strappo alla Carta. L’eccezione di Giorgio Napolitano, pregato di restare al suo posto nel 2013 dai partiti incapaci di trovare né un successore né una maggioranza di governo né un presidente del Consiglio, va considerata, appunto, un’eccezione.

    Ciò nonostante le pressioni per un bis non si sono fermate. Dalla Scala alla gente per strada fino ad alcune cancellerie europee: Sergio, rimani. Un coro che lo ha gratificato ma che ultimamente lo ha pure indispettito. Quante volte deve ripetere che l’arbitro della Costituzione non può accettare l’idea del doppio mandato? Neanche a termine: quello proprio non è previsto. Eppure c’è chi si ostina a sperare in un ripensamento. Chi, come il Pd, non ha un candidato. Chi pensa che una nuova processione di segretari di partito al Quirinale possa convincerlo. E chi punta sul congelamento da Covid. «Fantasie».


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