Mattarella vede nero: “Stop alle polemiche Leale collaborazione”

Nov 18, 2020

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    Così non funziona. Così, avverte Sergio Mattarella, si va a sbattere. L’Italia ha «un nemico comune», il Covid, che ha una caratteristica, «tende a dividerci». Quindi adesso dovremmo fare squadra, unirci, combattere insieme, invece ancora si litiga, si insegue il consenso, si cercano «i vantaggi personali». E si spaccano «pure le istituzioni», chiamate a «scelte necessarie e talvolta impopolari» e che al contrario si perdono in una rissa continua: Regioni contro governo, maggioranza contro opposizione, tutti contro tutti, mentre la gente perde fiducia e speranza. No, non va. Serve subito «un’assunzione di responsabilità» perché di fronte al virus si sta frantumando il Paese, sta andando in malora la sua coesione sociale. Il centrodestra si dichiara disposto a dare una mano, a certe condizioni. «Abbiamo le idee chiare e le mettiamo a disposizione – dice Licia Ronzulli, Forza Italia – Il nostro impegno è per gli italiani, non per salvare il governo, dal quale resteremo distanti». E Matteo Salvini: «Via tasse e burocrazia. Conte vuole collaborare? Risponda con i fatti».

    Mattarella vede nero. «La pandemia può travolgerci tutti». Siamo oltre l’appello al dialogo o al rituale invito a perseguire il bene comune, quello del capo dello Stato, spaventato dagli ultimi dati e dalla situazione sanitaria, è infatti un campanello d’allarme, una specie di ultimo avviso prima del disastro. Le esigenze legittime dei partiti devono per il momento estere messe in secondo piano. Certo poi, spiega intervenendo all’assemblea dei comuni dell’Anci, siamo una democrazia ed è giusto avere idee diverse. «Le osservazioni critiche sono sempre utili», e Palazzo Chigi farebbe bene ad ascoltare di più e a condividere le decisioni, smettendo di mettere gli altri di fronte al fatto compiuto. Ma il dissenso «non va disperso il polemiche scomposte e nella rincorsa a illusori vantaggi di parte». Gli scontri sulle misure di contenimento, le battaglie sui colori del semaforo, lo scarico sistematico di responsabilità: se continuiamo su questa strada, sostiene Mattarella, saranno guai.

    Insomma, per usare il luogo comune, siamo tutti sulla stessa barca, dunque remiamo. Le difficoltà «hanno creato incomprensioni e hanno rese ruvide le relazioni tra i diversi livelli d governo»: ora però basta, torniamo «alla leale collaborazione istituzionale, la direttrice su cui costruire efficaci linee per superare la crisi». Crisi anche di sistema. «Il pluralismo e l’articolazione delle istituzioni repubblicane devono essere moltiplicatori di energie positive», non un freno alle decisioni. Perciò «dobbiamo far ricorso alle nostre capacità e al senso di responsabilità per creare convergenza e collaborazione tra le forze per operare nella stessa direzione». E inoltre, vecchi contro giovani, impiegati con il posto fisso contro partite iva, garantiti contro precari: l’Italia rischia pure una crisi sociale, proprio quando occorre un «disegno lungimirante» per la ripresa grazie ai fondi europei. E qui il richiamo al governo, alle incertezze sul Mes e ai ritardi sul Recovery Fund, è evidente.

    Il primo banco di prova di questa collaborazione sarà la manovra. «Quando il provvedimento sarà pronto ci sederemo al tavolo», annuncia Sestino Giacomoni, ma «Fi non voterà a scatola chiusa lo scostamento di bilancio», twitta Roberto Bagnasco. Per Giorgio Mulè «tutte le parti sociali lamentano mancanza di coraggio del governo». Quindi? «Anno fiscale bianco e aiuti a partite iva e imprese in difficoltà», propone la Ronzulli. E «mettere sanità e famiglie al centro».



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