• “Meloni fa la vittima, tipico della destra”. L’ultima fissa di Letta

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    Il vittimismo è un atteggiamento appartenente alla destra. Parola di Enrico Letta, che di recente ha individuato una nuova fissa da ripetere a pappagallo in questi ultimi giorni di campagna elettorale. L’ex presidente del Consiglio ritiene che le lamentele degli avversari siano eccessive e fuori luogo. Invece i suoi attacchi sono del tutto comprensibili. Il segretario del Pd ha un sosia o è lui stesso che da tempo frigna per la legge elettorale, per il taglio dei parlamentari e per il mancato accordo sul campo largo?

    L’ultima ossessione

    Letta, subito dopo la caduta del governo Draghi, è passato all’offensiva contro il centrodestra. La sinistra sta portando avanti una campagna di demonizzazione, cercando di gettare fango ai danni della coalizione verso cui gli italiani nutrono maggiore fiducia. In queste settimane le accuse provenienti dal mondo rosso sono state tanto variegate quanto deliranti: le ingerenze della Russia sul voto, la deriva anti-democratica, il pericolo del ritorno del fascismo, lo spauracchio di una strada estremista, il tentativo di attentare la Costituzione.

    Il solito ritornello della sinistra. Le critiche spesso si sono fatte davvero pesanti, arrivando addirittura ad agitare un allarme democratico per il nostro Paese in caso di vittoria del centrodestra. Sarebbe il caso di moderare i toni, di rivedere le posizioni troppo dure? Macchè. Per Letta è solo un’esagerazione: “A Giorgia Meloni piace moltissimo fare la vittima, è tipico della destra. Vittimismo, è sempre lo stesso metodo“.

    Nella giornata di ieri Giorgia Meloni ha sferzato il Partito democratico, che nel suo programma ha fatto riferimento proprio alla leader di FdI. In effetti il Pd non fa altro che nominare la presidente di Fratelli d’Italia e il suo partito. Ma per Enrico Letta è mero vittimismo: “È tipico della destra, lo fa anche Orban“.

    Cosa non si fa pur di arrivare a tirare in campo il primo ministro dell’Ungheria per evocare chissà quali rapporti. Anche ieri sera, ospite di Piazza pulita su La7, aveva espresso il medesimo concetto: “Sto attaccando troppo Giorgia Meloni? Ma io penso che ci sia un grande pericolo per l’Italia. Fa come Orban, fa del vittimismo, tipico della destra“.

    I piagnistei di Letta

    L’uscita del numero uno dei dem è assai curiosa: rimprovera a Giorgia Meloni di recitare la parte della vittima, ma proprio lui fino a pochi giorni fa non ha perso occasione per lamentarsi di una serie di fattori che potrebbero condannare il Partito democratico alla sconfitta. Letta disprezza l’attuale legge elettorale, votata anche dal Pd. Letta si rammarica per il successivo taglio dei parlamentari, appoggiato pure dal Pd.

    Oltre a una necessaria rinfrescata di memoria, il segretario del Partito democratico dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di analizzare la sua campagna elettorale prima di sentenziare sugli altri. Letta ha un incubo: la vittoria del centrodestra. Per cercare di evitarla aveva pensato a un nuovo Ulivo 2.0, a un campo larghissimo. Il suo lavoro è fallito. Non è riuscito a fare da federatore. Alla fine è rimasto in coalizione con dei partitini. Da qui la perenne ansia. Ma l’attuale agitazione non può annebbiare gli errori fatti durante la corsa al voto.


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