• “Meloni? Robin Hood al contrario”. L’ultima sparata della Schlein

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    Alla disperata ricerca di consensi per poter contendere a Stefano Bonaccini la poltrona di segretario del Partito democratico, Elly Schlein torna ancora una volta all’attacco del governo guidato da Giorgia Meloni, tirato in ballo come principale responsabile dei rincari che si iniziano a registrare fin dai primi giorni del 2023.

    L’affondo di Schlein

    “Avevamo chiesto una proroga per rendere gli abbonamenti per bus, tram e metro meno costosi per le famiglie a medio e basso reddito, ma il governo non ci ha ascoltati”, affonda infatti su Facebook l’attuale vice presidente della regione Emilia Romagna.“Anzi, da gennaio aumenteranno i prezzi del trasporto pubblico, dei pedaggi autostradali, delle bollette e dei mutui”, aggiunge la candidata alla segreteria dem.

    La Schlein sui social parla esplicitamente di“aumenti indiscriminati che peseranno di più su chi è in difficoltà. Pensionate e pensionati, giovani, lavoratori e lavoratrici che il governo non ha tutelato in questa manovra. Non è solo la legge di Bilancio a finire nel mirino del vice governatore dell’Emilia Romagna. Lo stesso presidente di Fratelli d’Italia, attuale premier, viene colpito infatti con un paragone di certo poco lusinghiero: “Giorgia Meloni ha fatto proprio come Robin Hood, ma al contrario”.

    Le critiche di Gelmini

    Non si tratta di un caso isolato, nelle opposizioni. Dal fronte del Terzo Polo, infatti, arriva anche l’affondo di Mariastella Gelmini, ex esponente di Forza Italia che dal 28 ottobre 2022 ricopre il ruolo di vicesegretario nonché portavoce di Azione, compagine guidata da Carlo Calenda.“I primi effetti concreti delle misure economiche del governo Meloni iniziano a farsi sentire”, critica l’ex parlamentare azzurra.“Secondo il Codacons a causa dei rincari ogni famiglia pagherà 2.435 euro in più. Meloni, Salvini e alleati hanno parlato per settimane di Pos, come se il primo pensiero al mattino degli italiani fosse pagare il caffè al bar con bancomat o contanti, ma ora viene il bello”, aggiunge Mariastella Gelmini.

    “Prezzi alle stelle per tabacchi, bollette, alimentari, e la stangata più grave sarà quella sui trasporti”, dichiara in chiusura il vicesegretario di Azione, “dagli aumenti di gasolio e benzina per il mancato rinnovo del taglio delle accise, a quelli dei pedaggi autostradali e dei biglietti di bus in alcune città, come Milano, Roma e Napoli. L’anno inizia male”.


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