Mental, teen e disagio psichico, come salvarsi insieme

Dic 17, 2020

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    ROMA – Più che raccontare quattro ragazzi con patologie psichiatriche, questa è la storia di 4 ragazzi che si salvano insieme”. Così l’intensa Greta Esposito, protagonista insieme a Romano Reggiani, Federica Pagliaroli, Cosimo Longo racconta Mental diretta da Michele Vannucci, la prima serie italiana sul disturbo psichiatrico tra gli adolescenti, prodotta da Rai Fiction e Stand By Me per RaiPlay, dove debutterà in modalità box set dal 18 dicembre. Fonte d’ispirazione iniziale, la serie finlandese Sekasin, fenomeno crossmediale.

    “Sekasin è molto intrigante e divertente, ma quel format è molto più breve. In Mental ci siamo potuti permettere un racconto più ampio e intrecciato. In comune c’è il tentativo di mantenere la verosimiglianza nell’esplorazione delle patologie, e il tono. Questo non è un teen drama ma una teen dramedy – spiega Laura Grimaldi, sceneggiatrice insieme a Pietro Seghetti, che hanno avuto come consulente scientifica la Dott.ssa Paola De Rose dell’Unità di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù-. Nonostante le storie dei protagonisti possano essere anche drammatiche, c’è sempre anche un contrappunto ironico che fa parte dell’adolescenza”.

    C’è “l’esplorazione della fluidità del confine fra la salute mentale e quella che è percepita come normalità” aggiunge Seghetti. Così conosciamo, Nico (Esposito), sedicenne isolata a scuola e bullizzata, che combatte continui attacchi d’ansia, visioni, voci nella testa. Dopo una crisi, viene ricoverata in una clinica psichiatrica con una diagnosi di schizofrenia. Nella struttura Nico incontra Michele (Reggiani), ragazzo borderline tossicodipendente; Emma (Pagliaroli), anoressica autolesionista, ossessionata dalla gelosia per il suo ragazzo; Daniel (Longo), logorroico bipolare, spesso preda della paranoia. Tra un quotidiano fatto di terapie, confronti fra di loro e con medici e infermieri, problemi, i quattro lottano per un proprio equilibrio’. La sfida per Vannucci (già regista de Il più grande sogno) la sfida è stata “entrare nella testa dei ragazzi, per raccontare i loro bisogni, la voglia di ribellione, il cercare un’esistenza migliore – dice -. Qualsiasi adolescenza è il racconto di una crisi identitaria, che questi ragazzi vivono più profondamente rispetto ad altri”. Vannucci non ha fatto incontrare ai giovani, bravissimi interpreti, ragazzi realmente affetti da disturbi psichiatrici “perché avrebbe tirato troppo gli attori verso l’imitazione della patologia. Ho lavorato molto a livello di documentazione, facendo da filtro e incontrando io molti ragazzi con patologie”.

    Per Romano Reggiani il lavoro di Mental, è stato fatto di verità, di sentimenti, di scambio reale dove nessuno sovrasta l’altro”. Federica Pagliaroli ha compiuto “un percorso dentro Emma, dandole tutto lo spazio possibile e facendo un lavoro importante anche sulla fisicità”. Cosimo Longo “non è partito dalla bipolarità di Daniel ma dal capire, passo dopo passo, come fosse fatto dentro. Mental “nasce nello spirito innovativo di Rai Fiction, per una condizione che per la prima volta in Italia si affronta in una serie, per una rappresentazione fuori dagli stereotipi e per la qualità sperimentale a tutti i livelli” sottolinea Maria Pia Ammirati, direttore di Rai Fiction.

    “Sono davvero contenta che RaiPlay accenda questa luce – spiega Elena Capparelli, direttore di RaiPlay – e che lo faccia in modo così delicato”. La serie racconta condizioni molto più diffuse di quanto si pensi: secondo i dati della Società Italiana di Pediatria, otto ragazzi su dieci tra i 14 e i 18 anni hanno sperimentato forme più o meno gravi di disagio emotivo, che nel 15% dei casi è sfociato in gesti di autolesionismo. Il suicidio è la seconda causa di morte tra gli under 20; la depressione colpisce quasi 1 ragazzo su 10, e l’anoressia, malattia psichiatrica col più alto tasso di mortalità, colpisce l’1% delle ragazze. Ad accompagnare Mental c’è una campagna social di sensibilizzazione sul tema, con gli Hashtag #èoknonessereok #davicinonessunoènormale #fuoridime #mental.


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