Migranti: festival ‘The Walk’ 10 settembre fa tappa a Roma

Set 6, 2021

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    (ANSA) – ROMA, 06 SET – Fa tappa a Roma The Walk, festival
    itinerante che partirà da Gaziantep, vicino al confine
    turco-siriano, e arriverà a Manchester, nel Regno Unito. A
    guidarlo c’è la piccola Amal: un burattino alto 3,5 metri che
    raffigura una giovane rifugiata di circa 9 anni, e che
    rappresenta idealmente tutti i bambini sfollati, molti dei quali
    separati dai loro genitori. Percorrerà oltre 8.000 km in cerca
    della sua famiglia per incarnare il monito: “Non dimenticatevi
    di noi”. Venerdì 10 settembre, alle ore 10.30, si fermerà in
    piazza San Pietro, nei pressi del monumento Angels Unawares, la
    scultura in bronzo di Timothy Schmalz che raffigura un gruppo di
    migranti, all’interno del colonnato del Bernini. Ad accogliere
    Amal saranno il cardinale Michael Czerny, sotto-segretario della
    Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello
    Sviluppo Umano Integrale, e monsignor Benoni Ambarus, vescovo
    ausiliare delegato per la Carità, per i Migranti e per la
    pastorale dei Rom e dei Sinti. La diocesi di Roma, per
    l’occasione, organizza una festa a cui parteciperanno i bambini
    di diverse parrocchie romane. Ci sarà anche la testimonianza di
    un minore rifugiato ospitato in una struttura della Caritas di
    Roma. “Amal – dichiara il cardinale Czerny – ci ricorda che
    incontrare i migranti vulnerabili, i lavoratori precari e i
    richiedenti asilo in mezzo a noi richiede più di un semplice
    sguardo. Ognuno di loro, con il proprio bagaglio di sofferenze e
    sogni, bisogni e talenti, sta aspettando che noi apriamo le
    nostre orecchie, le nostre menti e i nostri cuori così come i
    nostri occhi e che tendiamo le nostre mani”. “La Chiesa di Roma
    sollecita l’attenzione di tutti sul dramma delle separazioni
    familiari – sottolinea l’arcivescovo Gianpiero Palmieri,
    vicegerente della diocesi di Roma – e invita a considerarlo
    prioritario quando si parla di migrazioni e accoglienza. Proprio
    in questi ultimi giorni stiamo assistendo alla tragedia degli
    afgani che stanno lasciando il loro Paese, e dei molti minori
    affidati dai genitori ai soldati stranieri pur di metterli in
    salvo”. (ANSA).
       


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