Migranti, Tajani sferza la Francia: “Non scarichi su di noi i suoi problemi”

Condividi l'articolo

Con il passare delle ore si moltiplicano gli avvertimenti e i toni duri da parte di Parigi, ma dall’esecutivo italiano arriva un messaggio chiaro per bocca di Antonio Tajani: “Il governo francese non scarichi su di noi i suoi problemi interni“. Il ministro degli Esteri ha così replicato alle nette dichiarazioni che continuano ad arrivare dalla Francia: a suo giudizio si tratta di una reazione del tutto “sproporzionata“, tra l’altro dovuta “anche per questioni loro di politica interna“.

La sferzata alla Francia

Intervistato dal Corriere della Sera, Tajani ha rispedito al mittente le accuse mosse all’Italia da Parigi. Secondo il governo francese il nostro Paese non avrebbe dimostrato solidarietà né nella vicenda Ocean Viking né nella gestione dello sbarco dei migranti a Catania. “Come si fa a dire a una Nazione che ha accolto 90mila migranti dall’inizio dell’anno che non è umana?“, ha fatto notare il numero uno della Franesina. Eppure dalla Francia non si fanno alcun problema nell’affermare che ormai il rapporto di fiducia con l’Italia si è rotto.

Proprio ieri Catherine Colonna, ministro degli Esteri francese, ha annunciato che se l’Italia continuerà ad adottare questo atteggiamento “ci saranno conseguenze“. In queste ore il governo guidato da Giorgia Meloni sta lavorando per ricucire lo strappo, ma da Parigi sferrano puntuali le bordate. Tajani ha annotato che non si sta cercando la polemica: “Non li abbiamo danneggiati e siamo stati sempre corretti. Ma noi, con un confronto sereno, dobbiamo difendere le ragioni dell’Italia“.

Anche perché a parlare sono i numeri, che testimoniano come l’Italia non sia ancora stata sollevata dal peso degli arrivi sulle proprie coste. Il problema posto riguarda anche i ricollocamenti: “Noi abbiamo rispettato le regole e mantenuto gli impegni, mentre altri no. Tredici Paesi Ue si sono impegnati a ricollocare 8mila delle 90mila persone arrivate nel 2022 e lo sa quante ne sono state ricollocate? Lo 0,13%, cioè 117“.

Tajani sprona la Ue

Il titolare della Farnesina ha sottolineato ancora una volta la necessità di un’azione europea più forte. Nella giornata di domani prenderà parte al Consiglio “Affari esteri” a cui parteciperanno i suoi omologhi degli altri Paesi Ue. Oltre alla guerra in corso tra Ucraina e Russia, verranno affrontati anche temi di stretta attualità. Infatti Tajani ha confermato che sarà l’occasione per porre il tema immigrazionecon grande serenità e determinazione“.

Il ministro degli Esteri chiederà delucidazioni sul motivo per cui l’Italia debba essere considerato l’unico Paese con porti di sbarco per i migranti: “Chiederò quale accordo dice che quelli italiani sono i porti dove devono sbarcare tutti i migranti. Non mi risulta che esista“. L’invito è rivolto all’Unione europea: “Deve fare un piano. Serve una scelta condivisa sul ricollocamento“. Il che potrebbe significare “un vero Piano Marshall europeo per l’Africa” e una serie di accordi ad esempio con Libia, Tunisia e Marocco.

In questi giorni la sinistra ha approfittato della situazione di caos per rinfacciare all’Italia di essere isolata. Ma è davvero così? Per nulla. Tajani ha rimarcato che “Germania e Lussemburgo rispetteranno i patti, come noi“. Ma c’è anche altro: proprio ieri il governo ha fatto asse con quattro Paesi del Mediterrano, mediante una nota congiunta con Malta, Cipro e Grecia per sollevare criticità sul meccanismo di relocation e chiedere all’Ue un accordo “efficace, equo e permanente“.

Il braccio di ferro con le Ong

L’esecutivo sta studiando un piano anti-Ong per porre un freno alle navi delle Organizzazioni non governative che intendono far sbarcare tutti i migranti in Italia. Come scrive Pasquale Napolitano su ilGiornale in edicola oggi, è in arrivo il pugno duro contro le Ong nelle acque territoriali italiane: sul tavolo sono finite le ipotesi di multe, sequestri e pattugliamento. Magari partendo dalla base dei decreti Sicurezza di Matteo Salvini.

Tajani ha usato parole che non lasciano spazio a libere interpretazioni: “Non è che fanno salvataggi di naufraghi, li fanno salire a bordo e li scaricano da noi, con finalità che non riusciamo a capire“. E ha chiesto alla Commissione Ue di partorire un codice di condotta per le Ong. La linea del governo è inequivocabile: “Noi non vogliamo che soggetti privati determinino la politica migratoria e di asilo tra gli Stati membri“.


Fonte originale: Leggi ora la fonte