Moira Orfei, i suoi gioielli all’asta

Il pezzo più sorprendente è la collana di smeraldi comprata in Iran. Non solo per il valore (base d’asta 15 mila euro), ma perché la sua storia racconta l’anima di una donna, unica, pioniera nel suo mestiere e con una eterna passione per il bello e il prezioso, come fosse sempre al centro della “sua” pista. Ovvero Moira Orfei (1931-2015), la regina del circo, acrobata, cavallerizza, domatrice di elefanti, ma anche attrice in oltre 40 film (anche al fianco di Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò per registi come Lattuada, Visconti, Germi, De Sica), donna di tv e icona di stile con quel suo trucco di eyeliner inconfondibile, i capelli corvini raccolti a turbante e il rossetto color ciliegia.

A cinque anni dalla scomparsa, parte della sua collezione di gioielli va all’asta con Affide, azienda leader in Europa e in Italia nel credito su stima, che le rende omaggio anche con una mostra, “I gioielli di Moira Orfei” dall’8 al 28 ottobre negli storici saloni di Palazzo del Monte di Pietà a Roma. E poi, appunto, battendo, il 29 ottobre, 48 dei suoi monili (insieme ad altri rari e di alto pregio ma di altra provenienza, per un totale di 100 pezzi). Gioielli carichi di storia, accompagnati da mille aneddoti e tutti pezzi unici, racconta il direttore generale di Affide, Andreas Klaus Wedenig, che lei stessa acquistò durante le tournée in Italia e all’estero.

“L’idea della mostra e poi dell’asta – racconta il direttore generale di Affide, Andreas Klaus Wedenig – ci è venuta quando ci siamo accorti che erano in custodia nei nostri caveaux da due-tre anni. Abbiamo incontrato la famiglia, in particolare il figlio Stefano”, che firma anche una speciale “autentica” di ogni pezzo appartenuto alla mamma. “Volevamo dedicare un omaggio a una donna unica – prosegue Wedenig -. Io stesso, che vengo da Vienna, l’ho ammirata negli ultimi trent’anni sui cartelloni sparsi per la mia città. La mostra è poi un’occasione per gli appassionati di gioielli e per riscoprire Piazza monte di Pietà”.

Ideata da Alessandro Serena (Circo e dintorni) e Aurelio Rota (Lonato in Festival) nell’ambito di Open Circus, l’esposizione ripercorre l’intensa vita di Moira Orfei (al secolo Miranda), figlia d’arte, nata a Codroipo (Udine) il 21 dicembre del 1931 in una famiglia di remote origini sinti, che con il marito Walter Nones conquistò tanti primati, dai figli Lara e Stefano battezzati nella gabbia dei leoni, all’essere il primo circo italiano a conquistare, nel 1987, un Clown d’Oro al Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo, con un numero di 12 tigri. Alle pareti, oggi, le foto di tanti successi. Nelle teche, i gioielli sfoggiati. Come la collana che Moira si regalò quando, in tournée in Iran, si ritrovò bloccata alla corte dello Scià di Persia per le rivolte popolari, con tutto il circo, 100 artisti e 50 animali al seguito. Pur di riportarli a casa, il ministero degli Esteri fece inviare l’Achille Lauro. Celebri le immagini del loro sbarco a Napoli, con gli elefanti giù dalla passerella. Lei però, prima di salutare la terra dello Scià, trovò il tempo per un ultimo acquisto: quella collana di cinque enormi smeraldi che tante volte ha portato al collo.

Ma c’è anche l’anello con diamante a cinque carati, dono del marito Walter Nones (base d’asta 25 mila euro), anche lui un intenditore che usava farsi personalizzare i monili da un orafo di fiducia in Sicilia. E poi la catena in oro e zirconi con il nome Moira a caratteri cubitali, tanti camei (una vera passione, insieme agli zaffiri neri) o gli orecchini vistosi come quelli indossati a Canzonissima accanto a Raffaella Carrà. “Gioielli dice Wedenig – che ancora oggi brillano come brillava lei”.


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