“Montanari? Non conosce la storia…”

Set 25, 2021

  • Condividi l'articolo

    Sembra che a Trieste si respiri, ancora, aria buona per il centrodestra. Il sindaco Roberto Di Piazza è sostenuto dall’intera coalizione, mentre il centrosinistra è scomposto in più candidature. Il capoluogo del Friuli Venezia Giulia è in qualche modo balzato agli onori delle cronache pure per le polemiche scatenate attorno alle posizioni di Tomaso Montanari sulle foibe. Di Piazza, a parlarci, sembra un uomo conciliante, oltre che uno con lo sguardo fisso sul futuro della città che amministra, ma su quel pezzo di storia italiana proprio non transige.

    Sindaco, il centrodestra viene dato in vantaggio in più luoghi. Ma Trieste sembra proprio blindata…

    Beh, sono vent’anni che faccio il sindaco: quindici anni a Trieste e cinque a Muggia. Quando fai il sindaco quindici anni in una città vuol dire che la gente ti apprezza per il tuo lavoro e che ti vuole bene. Altrimenti non avrei fatto il primo cittadino di questa grandiosa città per tutto questo tempo”.

    Quali parole userebbe per descrivere la sua azione?

    “Abbiamo fatto un lavoro straordinario: posso dire questo (il sindaco calca la mano sull’aggettivo, ndr). Abbiamo cambiato molto di questa città, dalle rive alla viabilità, passando per le grandi opere. I cittadini me lo stanno riconoscendo e me lo hanno già riconosciuto. Come dice lei, con buone probabilità, potremmo portare a casa la vittoria già al primo turno. Un risultato che potremmo conseguire contro questa sinistra, che è quella delle menzogne”.

    Tipo?

    “Stamattina un giornalista mi ha chiamato per dirmi che il mio antagonista, Francesco Russo (il candidato del Pd), sostiene che ci sia un problema alla casa dei puffi, che è un palazzo di periferia. Ho risposto di sì: se in una città di duecentomila abitanti, la questione irrisolta riguarda un palazzo di periferia, allora vuol dire che abbiamo messo mano a tutti gli altri problemi. Questa è la sinistra attuale, che non parla di futuro o di cose interessanti, ma si fossilizza sulla casa dei puffi, dove outroppo ci sono anche delle persone con qualche disagio. Ho iniziato a lavorare da quando avevo quindi anni e me ne vanto. Non faccio le chiacchiere ed ho ancora la fedina penale pulita, pur avendo gestito, credo, 14 miliardi di euro”.

    Un miracolo!

    “Bravo. Ha detto la parola giusta. Ma non è un miracolo, ci sono anche la professionalità e l’onestà. Io non ho una laurea, ma sono laureato in onestà. Non so se gli altri ce l’abbiano”.

    Lei ha toccato un tema delicato: la giustizia. Com’è il rapporto tra la politica e la giustizia a Trieste?

    “Io le posso dire – ripeto – che, dopo vent’anni da sindaco, non ho mai avuto problemi della magistratura. Poi ci sono anche le denunce, non pensi che non ci sia chi denuncia. Però, dopo un ventennio, il mio, che non è un miracolo… . Guardi, bisogna contornarsi di brave persone, gente onesta e competente. Di sicuro, in altre parti d’Italia, saranno successe delle cose, ma se devo parlare della mia esperienza personale non posso che darmi un voto alto e ringraziare per la collaborazione”.

    Senta, ha letto le riflessione di Tomaso Montanari sulle foibe?

    “Non solo non conosce la storia ma, se avesse letto sei mesi fa i giornali sloveni, avrebbe saputo che sono state rintracciate altre foibe. Non i giornali italiani, ma quelli sloveni lo hanno scritto. Capisce? Allora, oltre a quello che è successo agli italiani come la strage di Tito nel 1945, c’è pure la vicenda slovena. Io mi prendo il merito, un anno fa, di aver portato il presidente Mattarella ed il presidente sloveno Borut Pahor a Bassovizza. Le giuro che quando si sono stretti la mano mi è uscita una lacrima. Due presidenti di due Stati che rendono omaggio dinanzi ad un monumento nazionale. Dica questo al professor Montanari”.

    Come sarà Trieste da qui a cinque anni?

    “Abbiamo sdemanializzato il porto vecchio. Ho fatto la variante del piano regolatore, che è la cosa più importante da fare dal punto di vista urbanistico. Il 5 apriamo le buste per Consuegra (per progetto del Museo del Mare, ndr) che ha a disposizione 33 milioni. Abbiamo preso 40 milioni su Recovery Plan. Siamo attivi su tutte le urbanizzazioni. Insomma, nei prosismi anni c’è da divertirsi. Dall’altra parte, c’è il porto nuovo: siamo diventati il primo porto d’Italia, abbiamo ottenuto 400 milioni sempre dal Rp. Il momento è molto ambizioso e bello”.

    Un giudizio sul governo Draghi?

    “Io stimo moltissimo Draghi. La situazione era talmente drammatica. Ora stiamo tornando a correre. Ci serviva uno come Draghi. Non posso che dargli un voto molto ma molto alto”.

    Senta, mi diceva dei suoi avversari politici..

    “No ma… . Ascolti: io ho fatto cinque campagne elettorali, che sono il momento esaltante della politica, perché ci si confronta con gli avversari e con i cittadini. Questi invece hanno usato solo la menzogna senza mai confrontarsi sulle questioni concrete. Parliamo di quelle. La verità è che non conoscono. Sa, io dopo quindici anni conosco anche le pietre di questa città. La loro è pura demagogia. Mi pare che la gente lo abbia capito. Vedremo cosa succederà, ma sono ottimista. Pure se dovessimo arrivare al ballottaggio: il centrodestra presenta il sindaco Di Piazza con un programma. Loro sono cinque o sei e dovrebbero mettersi attorno ad un tavolo, con sei programmi diversi, e fare il mercato delle poltrone. Credo che non sarebbe un bene per Trieste”.


    Fonte originale: Leggi ora la fonte

  • Portuali Trieste, dietrofront, la protesta continua

    Portuali Trieste, dietrofront, la protesta continua

    (ANSA) - TRIESTE, 17 OTT - Dietrofront del Coordinamento dei portuali triestini che, dopo il comunicato diffuso in serata, confermato dalla conferenza stampa tenuta dal leader Stefano Puzzer, è tornato sulla propria decisione sostenendo in un breve messaggio sui...

    Verona: Tudor, ci prendiamo primo tempo e lavoriamo

    Verona: Tudor, ci prendiamo primo tempo e lavoriamo

    (ANSA) - MILANO, 16 OTT - "Un vantaggio di 2-0 non lo vogliamo più, è già la terza volta": lo dice sorridendo Igor Tudor, a Dazn, al termine della sconfitta subita dal Milan a San Siro dopo che il suo Verona era riuscito a conquistare un doppio vantaggio nel primo...