Morgan, Pavarotti è pop e i trapper agghiaccianti

Ago 4, 2022

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“Sinceramente, trovo Pavarotti più pop dei Beatles. Più pop, ma nel senso popolare del termine. E trovo più sperimentali e avanguardisti i Beatles”. Lo ha detto Morgan, ospite questa sera dell’auditorium Alfano di Sanremo con l’orchestra sinfonica di Sanremo. Oggi è stato al Club Tenco e dopo avere improvvisato all’armonium (“con quello a pedali ci facevo tutta la messa”), ha parlato con i giornalisti spiegando che, anche se “spesso un musicista che viene dal conservatorio vive in un universo un po’ a sé”, c’è bisogno di persone preparate, perché “la musica pop oggi in Italia è un po’ povera, carente dal punto di vista armonico, musicale e della composizione”. Secondo Morgan “l’armonia è la parte più importante, una canzone è bella quando ha begli accordi e bella melodia. L’arrangiamento è qualcosa che si mette sopra”. Il problema è che oggi “il pop in Italia ha povertà di visione, non sa innovare, usa quattro o cinque accordi, sempre quelli”.

E il Festival di Sanremo? “Mi manca di vederlo da cantautore solista, perché sono stato tirato per la giacchetta da tutti in questi ultimi anni: Achille Lauro, Bluvertigo, Bugo. Da solo non ci sono mai andato”. Sente che il pubblico lo percepisce in un modo “deviato rispetto a quello che sono. Con il maestro Angelo Valori e con l’orchestra sinfonica faccio qualcosa che mi appartiene molto più che andare in televisione, qualcosa che sinceramente non mi rappresenta”.

Sul rap premiato al premio Tenco (Marracash ha vinto la Targa Tenco come “Miglior album in assoluto” con “Noi, Loro, Gli Altri”) ha detto: “L’hip hop è molto interessante come scrittura del testo e invenzione metrica, anche se armonicamente non esiste. Siamo nel 2007-2008: mi piacevano Cosmo e Dargen D’Amico, che quindici anni fa ho portato nel palmo di mano. Poi, però è peggiorato. Oggi non me la sento più di dire che i cantautori sono sostituiti dai rap. Avevano un’occasione che non si sono giocati bene. Potevano diventare i nuovi poeti e letterati, i nuovi Kerouac e Pasolini. Marracash e Fabri Fibra sono gli unici che hanno mantenuto un po’ di potenziale, ma i giovanissimi trapper o rapper che siano secondo me sono agghiaccianti. Non riescono a dire niente, non hanno coraggio, si cagano addosso. Dove è il cantautore che è contro tutto? Eccone uno (indicando sé stesso, ndr)”. “Di me dicono solo stronzate, si parla di scandali, invece io non sono solo uno che fa polemica, sono un libertario”, ha aggiunto Morgan, che dopo dieci anni ha appena pubblicato un nuovo singolo, ‘Battiato (Mi si spezza il cuore)’. Però quando gli è stato chiesto di Cristina D’Avena che ha cantato come lui con la Sinfonica, non si è trattenuto: “Non so quanto avrei dato per vedere gli arrangiamenti di certe sigle dei cartoni animati fatti con l’orchestra sinfonica: un’operazione culturalmente e musicalmente molto bella”.

Ha quindi lasciato un messaggio sul guest book dei funerali laici di Vittorio De Scalzi, il fondatore dei New Trolls morto il 24 luglio a Imperia: “Non ho ancora realizzato che non sei più con noi fisicamente ed è quello che mi fa più impressione. Proprio perché il tuo approccio con la vita era fisico, era tattile, sensoriale. Quando suonavamo insieme, sentivo tutto il rumore del tuo suonare: energia nelle mani, nel petto, nella gola, nelle braccia. La tua musica era fisicità e adesso è diventata pensiero”. La lettura si è conclusa con un abbraccio a Mara, vedova di De Scalzi, presente all’incontro.


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